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Giorgio Chiellini avrà 38 anni la sera del quattordici agosto, giusto il giorno in cui comincerà il nuovo campionato. Il primo dopo vent’anni senza di lui. Quando ieri ascoltava in riga l’inno italiano, aveva gli occhi chiusi per non perdere niente della musica né dei sentimenti che gli si muovevano dentro. E’ stato il più grande difensore del suo tempo e il primo calciatore ad avere due lauree, segno di una diversità immensa. Quando cominciò, ricordo che sul mercato si avevano su di lui grandi certezze. Giocava terzino sinistro, aveva debuttato nel Livorno in C ad appena sedici anni.

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Le stesse certezze le avevo sentite sul mercato solo molti anni prima quando il ragazzo Tardelli, altro terzino, giocava ancora nel Como. Non aveva sbagliato nessuno. Chiellini è stato molto più di un calciatore. E’ stato un esempio. Ha dato e preso botte, perfino un morso da Suarez, ma non si ricordano polemiche, gesti eclatanti, bizzarrie, proteste. Con quella faccia da fraticello adulto, grande, grosso e sempre innocente, ha percorso il calcio con un passo duro e silenzioso, come fanno le persone vere. Vorrei poterlo ringraziare per quello che ha insegnato e per quello che ancora saprà dare. In fondo la vita per lui comincia oggi. Auguri Giorgio.