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Sullo scambio Eriksen-Paredes ho un parere diverso rispetto al direttore Agresti (LEGGI QUI). Per due motivi. Il primo è che all’Inter serve un regista di mestiere e Paredes ha quel ruolo mentre Eriksen no. Il secondo è più profondo e serio. E’ molto difficile oggi prendere un giocatore solo perché ti serve. La sua prima virtù è che nel prenderlo non circoli contante perché il contante non esiste più. Nessun club incassa una lira da otto mesi. E tutto questo cade su un mondo che ha già quattro miliardi di debiti.

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Qualunque trasferimento sarà un arrangiamento, un incontro di interessi più che una scelta. In questa ottica lo scambio Paredes-Eriksen è già un lusso. E sarà interessante ricordare che è più nell’interesse dell’Inter visto che nel ruolo di Eriksen ha già Nainggolan e Sensi, per non parlare di Barella che ormai è sempre in quello spazio. Paredes non è Kantè? Non è Pirlo? Ci sta, ma non è un problema di oggi. Oggi gli obblighi sono questi: manca un regista? Lo prendo e lo pago con uno dei miei fantasisti. Non posso fare di più. Né a Milano, né altrove.