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Non è più accettabile quello che sta accadendo tra i campionati europei e il calcio sudamericano. Già le nazionali sono diventate di per sé una grande occasione di infortunio, gli ultimi quelli di Maignan e Abraham, ma gli esempi sono infiniti, perché è difficile giocare ogni tre giorni e poi abbandonare per due settimane una preparazione adeguata. Ma se gli infortuni rientrano ancora dentro l’imprevedibile, molto meno ci rientrano i calendari. Ormai nessun nazionale sudamericano rientra in Europa prima del venerdì-sabato, quando in molti paesi già si gioca.


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Il problema è di tutti, ma solo la Spagna ha preso le prime decisioni importanti. Scavalcando la federcalcio, il governo di Madrid ha deciso di rinviare le partite di Real e Atletico per danni oggettivi dovuti al calendario. Lo aveva già fatto nell’ultima sosta. La federcalcio non è d’accordo, ma è scavalcata da una decisione tutta politica. Perché il governo entri in una soluzione sportiva non è chiaro, ma che sia giusto è evidente. Non si possono accettare tre partite delle nazionali in dieci giorni. Falsano le stagioni: tutto lo dice, Maignan lo conferma. Sarebbe una buona idea anche per il nostro governo. Il danno economico è ormai insopportabile e ingiusto.