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C’è un po’di confusione nelle leggi del mercato. Qualcosa anche di grave perché in grado di condizionare i risultati. Prendiamo come esempio il caso Tomori, dato in prestito dal Chelsea al Milan con un diritto di riscatto a 28 milioni. Con questo accordo viene ingaggiato un giocatore e gli viene fatta giocare metà stagione, una ventina di partite. Ma al momento di rispettare l’accordo, si chiede uno sconto, cioè si va dentro una trattativa che l’accordo non prevedeva. Avrebbe dato il giocatore in prestito il Chelsea per vederselo pagare cinque mesi dopo 7-8 milioni in meno? Probabilmente no. Ma Tomori ha ormai giocato e inciso, tutto su basi contrattuali che adesso non vengono rispettate. C’è in sostanza un’irregolarità a posteriori, ma è importante perché ormai così fa tutti. Parlo di Tomori perché è un caso del giorno, ma posso citarne altri cento. Le regole del mercato stanno diventando sempre più virtuali, opinioni libere spinte dalle esigenze più diverse. Un giocatore dato con diritto di riscatto ha due soluzioni: o lo lasci, oppure lo tieni e lo paghi quando stabilito nel contratto di prestito. Non è corretto cercare lo sconto dopo perché hai già alterato la gara sportiva.