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Abbiamo sbagliato tutti sulla Juve. Abbiamo parlato di tattica, di schemi, di maestri di gioco. Ma non vale niente di tutto questo. La Juve manca, in senso totale del termine, non c’è, non picchia, non reagisce, non ha idee, non ha qualità. Manca nelle idee e nell’agonismo, non ha un dialogo comune, non si sente la squadra. Ognuno va per conto proprio. Si può perdere, si possono fare dodici punti in meno, diciassette rispetto a due anni fa, è anche giusto finire dopo quasi dieci anni, ma meritando l’applauso, giocando, partecipando, mettendo cattiveria e forza.



Se guardo tutto questo girone di andata, rivedo alcuni momenti di bel calcio, alcuni di buona corsa, altri in cui le due cose si combinano, ma sono episodi, non sono racconti. Non hanno mai preso strada, tenuto il respiro. E’ chiaro che Pirlo ha avuto in mano la Juve più difficile, quella più complessa da un punto di vista tecnico e psicologico. Ma è chiaro anche che non l’ha trovata. C’è molto dei suoi silenzi in questa squadra.