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A me piace il nuovo marchio dell’Inter. Non ho titoli per giudicare, ma ho sempre capito poco quello vecchio, voleva dire troppe cose in una volta sola. Mi fanno un po’ sorridere due cose. La prima è che sia una società cinese a pensare di riassumere in un marchio la storia di un club milanese. O è pura avanguardia o è piena occupazione industriale. 




Il secondo sorriso arriva da Materazzi che sostiene che all’estero di Milano conoscono solo l’Inter perché tutti la chiamano Inter Milano. E’ strano, dice Materazzi, perché il Milan ha vinto molto di più in campo internazionale, ma è così. Certo che è così, ma solo perché all’estero inter da solo non significa niente, è una vecchia preposizione latina che vuol dire fra, tra, cioè un trattino tra due parole che si legano. Per questo devi metterci Milano accanto, per definire di cosa stiamo parlando. Mentre Milan vuol dire Milano in milanese ma oggi come oggi soprattutto in inglese. In entrambi i casi, se aggiungi Milano, è come se dicessi due volte Milano, che ha poco senso. E’ l’Inter che ha bisogno di una specifica. Il Milan è già tutto nella parola.