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Con Vlahovic la Juve non diventa imbattibile, ma compie un passo avanti impetuoso, fondamentale come forse in altre epoche furono gli acquisti di Charles o Platini. Vlahovic è uno splendido attaccante, completo e giovanissimo. Ha tecnica e fisico, è generoso, con una emotività serba che diventa spesso silenzio, ma mai rancore. Gioca per sé e per la squadra, è sempre teso sul campo come le foglie di Ungaretti, come se volesse ascoltare il rumore del gol appena prima che arrivi. Non è una sorpresa, non si è realizzato improvvisamente. Viene da lontano. Aveva l’Europa alle caviglie già sei anni fa quando non poteva ancora firmare un contratto. Il suo problema sarà adesso farsi accettare dalla Juve, far capire a giocatori che cadono da altre ambizioni, che ora il terminale è lui.


Non so quanto potrà impiegare a prendersi la squadra, forse sarà meno facile di quel che sembra, anche il miglior centravanti dipende dai compagni e la Juve non è bravissima nel portare avanti il pallone. Ma i cross di Cuadrado sono i suoi, le piccole invenzioni di Dybala sono suo pane. Il ragazzo ha una personalità entusiasta, quasi religiosa. Potrebbe essere rallentato dalla freddezza di giocatori “inallenabili”. Ma è molto forte. Higuain venne sazio, Icardi era bravo in una cosa sola, Vlahovic ha ventidue anni, ha un respiro infinito. Credo che la sua Juve comincerà l’anno prossimo, ma già adesso cambia la prospettiva della corsa Champions, la Juve ci andrà.

Vlahovic è adatto anche ad Allegri. Ama lo spazio che lascia il contropiede e sta benissimo in area ad aspettare davanti al suo difensore. Ho spesso pensato che nei silenzi della Juve ci fosse questo colpo. Perché non ha niente di antieconomico. E’ anzi un investimento. Tra cinque anni riprenderai eventualmente tutto e avrai avuto gratis il ragazzo. Col ritorno della Juve cambia anche il lato oscuro del campionato. Si agita il tavolo, c’è un rilancio secco in un momento in cui tutti sono deboli. Questo spingerà a scoprire le carte. E con quelle tanti bluff.