I ragazzi della Under 20 che si sono fermati alla semifinale di un Mondiale hanno, tutti, una splendida carriera davanti. Come due anni fa, giocheremo la finale per il 3° posto e partendo proprio dalla quella nazionale cerchiamo di capire quanti e quali giocatori e in quanto tempo arriveranno davvero in alto. Evani, il ct della Under 20 del 2017, aveva convocato questi ragazzi: Plizzari, Scalera, Dimarco, Barella, Romagna, Coppolaro, Orsolini, Mandragora, Favilli, Vido, Pessina, Zaccagno, Sernicola, Pezzella, Vitale, Cassata, Panico, Ghiglione, Marchizza, Bifulco, Perisan. Uno di questi, Barella, in due anni è diventato titolare della Nazionale maggiore; altri due, Orsolini e Mandragora, sono titolari fissi nel Bologna e nell’Udinese, Romagna titolare non fisso nel Cagliari; qualcuno ha toccato la Serie A, qualcun altro la B, pochi si sono fermati o, meglio ancora, soffermati in attesa di riprendere slancio.

   

PIU’ AVANTI - Del gruppo di Nicolato, due giocatori sono più avanti degli altri, Pinamonti e Luca Pellegrini. E’ la maggiore autostima, la maggior consapevolezza delle proprie qualità a metterli in una posizione di privilegio. Pinamonti ha segnato 4 gol nel Mondiale in Polonia dopo averne fatti 5 nel Frosinone in Serie A. Tanta sicurezza si è vista in occasione del cucchiaio sul rigore contro la Polonia e in diverse altre azioni. Può stare in A, anzi, deve stare in A. Quanto a carattere nessuno batte Luca Pellegrini. Nel suo caso sarebbe opportuno togliere un filo di gas: in campo assume atteggiamenti non in linea con la sua età, confonde la reazione forte, e spesso sproporzionata, con la personalità. Deve restare un leader (nella Under 20 lo è stato), ma un leader calmo o più calmo. Come giocatore, anche su di lui nessun dubbio: è un terzino che Nicolato, per necessità di gioco, ha schierato interno a centrocampo e quel ruolo lo ha ricoperto molto bene.

   

SCAMACCA E RANIERI - Il primo non ha segnato, o meglio, ha segnato contro l’Ucraina con il gol buono che il Var gli ha tolto. Ma per potenza fisica e qualità tecniche ha poco da invidiare a tanti attaccanti di Serie A più esperti di lui. E’ un giocatore fatto, come Ranieri, che l’anno di Foggia ha aiutato bene. Se la Fiorentina lo riporta a casa, non sbaglia.

   

PLIZZARI E ALBERICO - Sul conto del portiere, solo elogi, non fosse altro che per i due rigori parati. Sul suo caso, però, avremmo dei dubbi se il Milan lo tenesse con sé. Un portiere della sua età deve giocare e se Reina sarà il titolare del prossimo anno, meglio mandarlo in B a fare il titolare. Il secondo tempo contro l’Ucraina ci ha mostrato un ragazzo che pochi conoscevano, Domenico Alberico, classe ‘99, nato in Germania da genitori italiani, titolare nella seconda squadra dell’Hoffenheim. Ha notevoli qualità tecniche, vede la giocata in anticipo, la palla-gol più nitida, quella che Pinamonti si è fatto respingere dal portiere ucraino, è nata da un suo assist, ma gioca ancora con troppa leggerezza: sulla rete dell’Ucraina ha perso scioccamente il contatto con Buletsa in piena area.

   

IL REGISTA ESPOSITO - La mente di centrocampo è Salvatore Esposito che a gennaio la Spal ha ceduto al Ravenna. Per il ruolo che occupa ha diverse qualità: la visione di gioco, il lancio, il senso della posizione, ma ha bisogno di crescere sul piano fisico, atletico e caratteriale per diventare un giocatore da Serie A. Come sorpresa futura facciamo il nome di Davide Frattesi, interno di centrocampo, di proprietà del Sassuolo e l’ultimo anno in B con l’Ascoli. Il tempo dei suoi inserimenti in area è da centrocampista...adulto.