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Da destra a sinistra, Zaniolo, Kean, Chiesa. Dopo 5 minuti, Zaniolo trequartista dietro a Kean e Chiesa. Dopo altri 20', di nuovo Zaniolo a destra, Kean al centro e Chiesa a sinistra. Dopo il 40', Orsolini a destra, Kean al centro, Chiesa a sinistra. Dopo il 60', Orsolini a destra, Cutrone al centro, Chiesa a sinistra. Morale: 3 gol alla Spagna, due di Chiesa che aveva segnato l’ultima rete il 15 marzo a Cagliari. Considerando il campionato e le nazionali (con l’Italia di Mancini non ha ancora firmato un gol), prima di Italia-Spagna a Bologna l’attaccante esterno della Fiorentina aveva giocato 798' senza segnare. E’ tornato nella Under e ne ha fatti due.

Nella Under 21 abbiamo un attacco forte e questo lo sapevamo. Impressiona di più la differenza di caratteristiche che lo legano, lo completano e lo rendono di grande livello: lo scatto, la potenza, il tiro di Chiesa; la tecnica, il cross (col primo è nato il gol del 2-1, col secondo il rigore del 3-1) di Orsolini; la forza fisica e la destrezza di Kean; l’opportunismo di Cutrone. Zaniolo no, Zaniolo non è un attaccante come i quattro citati e colpisce che Di Biagio lo abbia schierato come ala destra e per una ventina di minuti come trequartista sotto gli occhi di Roberto Mancini, che lo considera appunto un  centrocampista completo.

Resta ancora da scoprire il ruolo ideale di Kean. Anche in questo caso, mentre Di Biagio lo fa giocare centravanti, Mancio lo vede come attaccante esterno. Qui però va detto che, proprio come la Nazionale maggiore, anche la Under 21 non ha un vero e proprio centravanti con cui manovrare, lo stesso Cutrone è un opportunista da area di rigore non una prima punta su cui appoggiare il gioco. La speranza è che la posizione in cui (per necessità) lo impiega Di Biagio diventi per Kean la posizione migliore. Di un centravanti forte, tecnico, muscolare e rabbioso ha bisogno la Under quanto la Nazionale maggiore. Se Kean troverà quello spazio nella Juventus di Sarri, allora potrà crescere anche in azzurro.

Come esterni, e di buon livello, abbiamo una grande scelta, Chiesa, Bernardeschi, Insigne, El Shaarawy, ora anche Orsolini, di centravanti adatti al gioco di Mancini nemmeno uno. Tranne Kean. Sul conto del quale è giusto aggiungere un particolare: caro ragazzo, se l’allenatore ti richiama in panchina come ha fatto Di Biagio a Bologna, dopo un’ora in cui non sei riuscito a tirare in porta (non solo per colpa tua, ma anche per colpa tua), non scuotere la testa, esci tranquillo e vai in panchina a tifare per chi è entrato al tuo posto. Anche questo conta nella crescita.