Ora al Padova, in Lega Pro, all'inseguimento del Venezia di Inzaghi, Francesco Dettori è uno dei punti di forza della squadra allenata da Oscar Brevi. Veterano, giocatore di categoria, ha un passato al Pescara, quando in Abruzzo c'era il giovane Marco Verratti. Era il 2010, la squadra di Di Francesco passava dalla Lega Pro alla B e così lo ricorda Ciccio Dettori, tutor del centrocampista del PSG, a la Gazzetta dello Sport: "Aveva solo 17 anni ma era già un fenomeno: non sentiva la pressione, giocare nel giardino di casa o al Camp Nou per lui è uguale. Marco era un bambino senza malizia, ma in campo ci guidava tatticamente, sapeva sempre cosa fare. Era il pupillo dello spogliatoio, ce lo coccolavamo, è impossibile non volergli bene. Stavamo attenti anche che qualcuno non si approfittasse della sua genuinità e che non si montasse la testa. Già allora lo voleva la Juve. Difetti? Cercava sempre l’assist e lo incitavamo a tirare di più. Le punizioni? Lì vinco io. Se vuole vado a Parigi per qualche ripetizione...".

Su Di Francesco: "Ci insegnava gli schemi zemaniani rivisti in chiave difensiva. Era uno di noi, si sentiva ancora giocatore. Rimpianto Serie A? Dopo Pescara firmai col Chievo, ma la società usava i ragazzi pescati nelle categorie inferiori solo come pedine di scambio e pacchi postali. Non ho mai avuto una vera chance".