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    Verso Lazio-Juve, l'Asl inguaia Lotito e sul caso tamponi il Cts chiarisce: 'Debolmente positivo è positivo'

    Verso Lazio-Juve, l'Asl inguaia Lotito e sul caso tamponi il Cts chiarisce: 'Debolmente positivo è positivo'

    Lazio-Juventus doveva essere la partita di cartello della 7a giornata di Serie A, ma a far discutere, almeno per ora, non sono le scelte e le variabili tattiche di Inzaghi e Pirlo, bensì il caso tamponi che sta vedendo coinvolto il club guidato dal presidente Lotito. In particolare è la posizione adottata dallo staff medico del club sull'esito di quei tamponi "debolmente positivi" della Uefa e che hanno fermato Immobile, Leiva e Strakosha, ad aprire una forte polemica.

    IL CTS CONFERMA LA POSITIVITA' - Interpellata dalla Gazzetta dello Sport per fare chiarezza su questo punto, la professoressa Giovannella Baggio, membro del Cts e titolare della prima cattedra di Medicina di genere in Italia, ha dichiarato: «Nelle nostre linee guida non c’è distinzione tra debolmente positivo e positivo. Se da un tampone molecolare emerge una positività, di qualsiasi livello, il paziente è positivo e va isolato per 10 giorni".

    L'ASL - Ciò che la FIGC sta ora mettendo sotto inchiesta è la comunicazione fra ASL e Lazio dopo le prime segnalazioni di positività. ​Secondo quanto riferito dalla Gazzetta dello Sport, la Asl Roma 1 ha avuto con la Lazio soltanto interlocuzioni telefoniche. Alle telefonate non ha fatto però seguito alcuna comunicazione formale relativa ai casi di positività. La Asl a quel punto non ha potuto disporre alcun tipo di mappatura dei contatti del positivo così come previsto dalla legge e dal protocollo Figc.

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