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Il “caso Milan” non figura nel calendario del TAS di Losanna e il club rossonero preferisce non richiedere la procedura d’urgenza. Ciò significa che è praticamente certa la partecipazione del Milan alla prossima Europa League ed è praticamente certo che le sanzioni dell’Uefa ricadranno sulla prossima stagione sportiva. Apparentemente sembrerebbe una buona notizia, ma non lo è, poiché in caso di (ce lo auguriamo) qualificazione alla Champions League 2020/21 il Milan potrebbe dover scontare la punizione comminata dall’Uefa con l’esclusione dalla massima competizione europea. Sarebbe una vera e propria beffa e acuirebbe le difficoltà economiche nelle quali versa il club. Se dovesse arrivare la sentenza a stagione in corso, i rossoneri rischierebbero addirittura di vivere il prossimo campionato di Serie A senza un reale obiettivo.

La situazione è a dir poco delicata. Anzi lo sarebbe ancora di più se fosse confermato uno dei “paletti” imposti da Nyon, cioè il raggiungimento del pareggio di bilancio nel triennio 2018/21: un’impresa praticamente impossibile. Intanto il Milan si sta attrezzando per tagliare drasticamente i costi, ossia la strada più facilmente percorribile per puntare al famoso “pareggio” di bilancio. Di incrementare i fatturati in queste condizioni tecniche ed economiche non se ne parla. L’unico modo è iniziare a cedere i “pezzi migliori”, opzione inevitabile per mettere un freno al “rosso” di bilancio che anche quest’anno si aggira sui 100 milioni.

Eppure passare “da 100 a zero” nel giro di due anni sembra una chimera anche cedendo tutti i “pezzi grossi”. E’ dunque inevitabile far partire Donnarumma, Suso e magari qualcun altro. E’ molto difficile sostituirli con giocatori di alto valore e di alto stipendio. Da questo punto di vista è molto esemplificativa l’operazione Krunic, giocatore emergente dell’Empoli retrocesso che ha un cartellino dal costo accessibile e un ingaggio molto contenuto. Deve essere questo l’identikit di tutti i giocatori che quest’estate vestiranno la maglia rossonera. Alternative non ce ne sono.

In quest’ottica ha davvero molto senso la scelta di Giampaolo, il tecnico ideale per “insegnare” ai giovani e per far crescere un gruppo di buone promesse. E’ chiaro che descritto in questo modo il Milan assume le sembianze e la dimensione dell’Udinese o della Sampdoria. Ma, non bisogna rimanerci male, la situazione e le prospettive sono proprio queste. Con buona pace di tifosi che ancora aspettano i milioni di Elliott, Yonghong Li o chi per essi. Il Milan di Giampaolo sarà un Milan modesto che proverà a migliorare il proprio valore complessivo di squadra attraverso il gioco. Un progetto affascinante, ma anche la certezza che molto probabilmente vivremo un’altra stagione non all’altezza della storia rossonera.