Nella settimana in cui si festeggia la Liberazione, anche il Milan sta finalmente arrivando alla sua di liberazione. Le indiscrezioni degli ultimi giorni, unite alle frasi dello stesso interessato Mirabelli, sono il segnale chiaro che ciò che mi auspicavo da tempo diverrà realtà. La cacciata del ds sarà semplicemente un provvedimento inevitabile dopo una stagione costellata di errori grossolani e dichiarazioni che hanno spesso complicato il suo lavoro e quello del Milan. Spendere 250 milioni appesantendo il monte ingaggi per ritrovarsi nella stessa situazione di un anno fa non poteva che portare a un repulisti totale della dirigenza.

Sì perché lo scaricabarile delle responsabilità è partito da lontano, addirittura dal preparatore atletico, passando per l'allenatore fino ad arrivare proprio al ds. Il quale con giustificazioni puerili già attacca nemici immaginari. Sicuramente qualche fido pifferaio che è già sceso dal carro, ma anche chi lo ha scelto e chi dichiarava "Io e Mirabelli siamo una cosa sola" per poi tacere in questi giorni, ovvero Fassone. L'ad forse pensa di essere intoccabile, ma così non è. Elliott ha già fatto sapere in forma informale che nessuno è al sicuro, mi verrebbe da dire nemmeno chi ha tecnicamente firmato tutte le scelte, compreso quella della dirigenza: Yonghong Li. Tutta questa vicenda non fa che certificare infine una delle poche certezze di questo Milan, ovvero che le decisioni vengono prese da Elliott. Attualmente l'unico vero proprietario del Milan.