Dopo l’incredibile, decide Federico Chiesa. Facendo passare in secondo piano anche la visita dei Della Valle nel ritiro di Bologna. Certo, ancora restii nel tornare a Firenze, evidentemente percepita troppo ostile per presentarsi. In ogni caso, la loro proprietà è probabilmente giunta al capolinea, se non con la possibilità di vivacchiare. Nel calcio basta una scintilla, quindi mai dire mai. Così come è bastato a Chiesa mettere a sedere Helander e De Maio per infilare Mirante.

È una vittoria che arriva al termine di una settimana paradossale, iniziata con la contestazione dopo la sconfitta contro l’Hellas Verona, proseguita sotto gli ultimi giorni di mercato e le parole di Corvino, continuata con un discutibile comunicato ‘in difesa dei propri tesserati’ e finita, prima della partita, con la presenza di Diego e Andrea insieme alla squadra, evento che non si verificava da tempo immemore. Un acuto della proprietà, con il fratello più giovane che ha voluto dare un segnale. Per quali prospettive, però?

La partita del clamoroso, con due autogol confezionati dai portieri direttamente da calcio d’angolo, dà una boccata d’aria fresca a un ambiente e a una squadra che avevano solamente un risultato per non implodere ulteriormente. Anche perché venerdì c’è la Juventus e lì non si potrà sbagliare, l’impegno e la grinta dovranno essere mostrati, così come chiesto dai tifosi nell’incontro avvenuto sabato con la squadra. Altrimenti, le critiche saranno mosse anche contro i giocatori, non solo verso proprietà e dirigenza. E proprio la parola proprietà fa sorgere sempre lo stesso enigma. Quale futuro, con i Della Valle? Il cammino non è ancora chiuso, il gioco però è totalmente da ribaltare.