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Sei punti separano la Fiorentina dal settimo posto, attualmente occupato dalla Lazio, ultimo baluardo per la qualificazione all'Europa League. Settimo posto che combacia con il quinto, dove staziona l'Atalanta. Troppo distante ormai la possibilità europea? Mancano quindici partite, quarantacinque punti in palio. E la Coppa Italia nel mezzo, con la doppia semifinale proprio contro gli orobici, ormai nemesi della Viola. Firenze è divisa: tra chi crede ancora nella qualificazione e chi, invece, vede la coppa nazionale come l'unica via rimasta. 
 
PERCHÉ SÌ - Lo scorso anno, a questo punto della stagione, la Fiorentina era undicesima in classifica, una posizione in meno rispetto al presente, come uno in meno era il punteggio rispetto a oggi. La Sampdoria, sesta, era distante sette punti, uno in più rispetto all'attuale distanza tra Viola e Atalanta. A fine stagione, la Fiorentina arrivò davanti ai blucerchiati. Dunque, anche nei numeri recenti, niente è impossibile. Inoltre, come detto, ci sono ancora quarantacinque punti disponibili: è tutto aperto, manca troppo alla fine, sebbene le squadre davanti viaggino a ritmo spedito, oltre le difficoltà, quelle che frenano la truppa di Pioli senza mezzi termini. Sognare è lecito, i termini lo concedono: arrendersi così presto non è saggio. Le tre partite che separano la Fiorentina dalla vittoria della Coppa Italia rappresentano un'occasione complicata (ma ghiotta) sulla quale avventarsi: abbandonare ogni velleità per concentrarsi sulla coppa potrebbe essere rischioso e bruciante.

PERCHÉ NO - Le concorrenti hanno dimostrato di essere più preparate dinnanzi alle problematiche. In difesa, Pezzella sarà out per due mesi e la sensazione è che, a centrocampo, manchi quel qualcosa cercato con non troppa convinzione durante il mercato di gennaio. Lafont alterna ottime prestazioni a prove incerte, l'attacco ha perso Mirallas e deve sperare in un Simeone più cinico davanti al portiere. Pjaca è avulso, tutto ricade sulle spalle di Chiesa e Muriel, ma la tecnica del contropiede quanto potrà funzionare? Ancelotti, nell'ultima gara, ha orchestrato una trappola alla manovra offensiva gigliata, atrofizzandola. L'Atalanta di un super Zapata non molla un centimetro e staziona a un punto dalla Champions League, la Lazio e la Roma non cedono tra alti e bassi, il Milan ha trovato in Piatek una risorsa che si sta rivelando decisiva. Insomma, la Fiorentina a febbraio annega ancora le incertezze, mentre le altre se la godono. Le tre partite che separano la Fiorentina dalla vittoria della Coppa Italia rappresentano un'occasione ghiotta (ma complicata) sulla quale avventarsi: abbandonare ogni velleità per concentrarsi sulla coppa potrebbe essere determinante.
Io propendo per il primo partito. Voi?