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Caro Filippo Della Valle. Tu non eri ancora nato quando nel 1990, così come sta accadendo in questi giorni, la città si svegliò una mattina traumatizzata da una cessione che, fino ad un giorno prima, era stata smentita. Vent'anni fa le voci si inseguivano sulla possibile cessione di Roberto Baggio alla Juventus; oggi c'è qualcosa di sempre più concreto fra Cesare Prandelli e la Nazionale, nonostante le smentite che piovono dallo scorso autunno. Oggi, come allora ci pensò la stampa cittadina a vendere il divin Codino come traditore, è il mister di Orzinuovi quello che viene fatto passare per il fuggitivo - pur avendo un altro anno di contratto - verso la Nazionale italiana. Baggio firmò solo l'ultimo giorno prima di partire per il Mondiale, costretto dai Pontello che volevano fare cassa con i soldi bianconeri. A tutt'oggi Prandelli non ha firmato, ma è evidente che il sollecito ad uscire dalla porta viola lo ha avuto, dopo mille rassicurazioni, anche da parte di tuo papà, caro Filippo, con cui ha litigato da tempo. La storia del calcio, Filippo, mi ha insegnato che quando avviene una grossa cessione e non c'è reinvestimento, ma soprattutto quando si iniziano mosse dichiaratamente anti-popolari, agli occhi di tutti ingiustificabili, si è vicini ad un cambio di proprietà, e non solo ad un ridimensionamento della politica del club. La domanda quindi sorge spontanea, caro Filippo. Tu che sei il figlio di mister Tod's, alias Diego Della Valle: non è che papà, con la scusa che non può costruire la Cittadella Viola a Firenze, prima ha pensato all'autofinanziamento, poi alla dismissione tecnica - abbinata alla partenza non tanto dolorosa da parte sua di Cesare Prandelli -, e adesso è pronto a cedere il pacchetto di maggioranza della Fiorentina? Perché la sensazione è quella, nonostante le smentite di rito. La cessione di Baggio fu l'ultimo atto dei Pontello prima dell'era Cecchi Gori, e l'ultima mossa del rampollo di quest'ultima famiglia, Vittorio, fu (prima del tracollo finanziario) la partenza di Gabriel Omar Batistuta. Non è chiaro quale sia il filo conduttore della proprietà di cui tuo papà è azionista di riferimento. Sai che in Italia la Fiorentina è derisa per essere l'unico club senza un patron, che è dimissionario (ovvero tuo papà), senza un presidente, (tuo zio, anche lui dimissionario), e allo stato attuale ancora senza un tecnico? Mi piacerebbe che tuo padre Diego tornasse in città per spiegarci le ultime mosse della Fiorentina, da cui si è allontanato ma che è ancora sua. Devi sapere che qui a Firenze amiamo la sincerità nei rapporti e la verità nelle cose, perché non sopportiamo né perdoniamo mai fino in fondo le bugie. Ci era stato assicurato che Prandelli sarebbe rimasto, che non sarebbe andato né alla Juventus né alla Nazionale, e invece tutto è cambiato, come da fuori le mura fiorentine si diceva da tempo. Può la Fiorentina di oggi essere legata alla Cittadella nel suo progetto economico? Ci sono troppi segnali di dismissione che portano a pensare ad una volontà di lasciare definitivamente Firenze. Se fosse così, per un società sana come quella viola non sarebbe difficile trovare un nuovo proprietario. Ma la domanda di fondo resta: Filippo, non è che papà vuole vendere la Fiorentina?