Alle mille previsioni di cambiamento dovranno rispondere solamente i fatti. È evidente il fatto che, in questo momento, la Fiorentina debba mutare la propria pelle e, se non pesantemente, almeno con qualche accorgimento. Dall'albero di Natale alla tentazione Vlahovic, si è parlato in questi giorni di come Stefano Pioli potrebbe schierare la propria formazione nella delicata sfida contro il Sassuolo. Da Reggio nell'Emilia passano parte del futuro del tecnico, alcune considerazioni in vista del mercato di gennaio e l'inerzia che la piazza nutre nei confronti della squadra, oltre a problemi di classifica ancora non troppo evidenti grazie agli stenti delle avversarie.

Cosa cambiare? Lo staff ha lavorato su varie soluzioni, come in passato. Il problema, per il povero Pioli, è che il mancato funzionamento delle sue idee è dovuto anche alla scarsa forma dei singoli. Perché i palloni arrivano a Simeone, e lui sbaglia talvolta clamorosamente; perché Pjaca non è neanche un lontano parente di quello che ci si aspettava; perché da Gerson a Mirallas, nessuno sta fornendo prestazioni all'altezza. E se ci si mette anche la difesa - prima della sconfitta con la Juventus la seconda migliore del campionato - allora i problemi affiorano.
Premesso ciò, la vittoria manca da settembre e lontano dal 'Franchi' la Fiorentina non ha ancora raccolto una gioia in questa stagione. Per questo, le colpe sono anche del tecnico e del proprio staff. Milenkovic e Veretout sacrificati in un ruolo non naturale, l'ostentazione a lasciare tutto com'è, senza intaccare uno scacchiere che fatica e senza troppo nascondersi. Firenze vuole qualcosa che accenda nuovamente la miccia, magari provare il tutto per tutto con il giovane Vlahovic e vedere Chiesa - l'unico in grado di fare sempre e costantemente la differenza - più vicino alla porta.

In ogni caso, contro il Sassuolo qualche novità ci sarà. D'obbligo, visto il rendimento degli ultimi due mesi. Il settimo posto dista solamente due lunghezze, nonostante la dodicesima posizione in classifica: quindi, niente è compromesso, ma il dicembre iniziato con la sconfitta per mano di Allegri è ancora lungo e dovrà dire molto prima della sosta invernale. Quei due punti dovranno essere colmati, ma senza cambiamenti la distanza potrebbe allungarsi fino a compromettere gli obiettivi.