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  • Violamania: Il punto di non ritorno

    Violamania: Il punto di non ritorno

    • Stefano Del Corona
    La Fiorentina ha chiuso l'ultima stagione ottenendo meno di quanto potesse fare. Il tonfo più grande, quello che ha fatto più rumore, è stato quello in Europa League contro il Borussia Mönchengladbach, nei sedicesimi di finale. Dopo aver vinto 1-0 fuori casa e in vantaggio di due gol al Franchi, nessuno poteva immaginarsi l'eliminazione dei viola e invece...sappiamo tutti com'è andata a finire.

    Perché citiamo ancora questa partita? Perché il direttore sportivo della Fiorentina, Carlos Freitas, l'ha indicata come il punto di non ritorno nei rapporti tra il club gigliato e Paulo Sousa. Probabilmente quella è stata però solo la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso, perché una bella rottura c'era già stata la stagione scorsa e si era acuita in estate e da tempo si parlava di separazione a fine stagione.

    Da lì in poi però, e questo è vero, molto è cambiato invece nei rapporti tra tifosi, squadra e società. La contestazione di una parte dello stadio è iniziata proprio allora perché buttare via una qualificazione più che acquisita contro un avversario discreto ma non certo eccelso è stato un boccone veramente amaro da digerire e la classifica era quel che era.

    Ma ora il parafulmine Sousa non c'è più: Corvino e Freitas si giocano tutto con questa campagna acquisti che non potrà certo essere di qualità scarsa come quella dell'estate 2016.

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