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Contro la Sampdoria la Fiorentina aveva l’opportunità di mettere una seria ipoteca sulla qualificazione alle coppe europee, Conference o Europa League. Con una vittoriala i viola avevano la possibilità di sfruttare al massimo i passi falsi di Roma e Atalanta e di proiettarsi al sesto posto in classifica. La realtà però è stata un’altra. A Marassi la squadra di Vincenzo Italiano non è neanche scesa in campo, rimediando una batosta inaspettata. La costante è sempre la stessa: l’approccio alla partita inadeguato, come avvenuto spesso nell’ultimo mese e mezzo, che ha portato poi al naufragio finale. La Fiorentina subisce 4 reti per la terza volta in campionato, era gia successo con Torino e Udinese, e dimostra di essere arrivata troppo molle alla partita. La salvezza matemaica raggiunta dai blucerchiati senza giocare nella serata di ieri, e il conseguente clima di festa per la retrocessione in Serie B dei cugini del Genoa, faceva pensare ad una Sampdoria già in vacanza ma come spesso accade il campo ha detto altro: dal primo al novantesimo il risultato non è mai stato in dubbio, con i padroni di casa che hanno ridicolizzato i viola. Una sconfitta che fa male e mette in dubbio la partecipazione della Fiorentina alle coppe europee, ancora comunque raggiungibile con una vittoria contro la Juventus sabato prossimo. Parte della colpa questa volta è anche del tecnico. Dopo una settimana di lavoro “normale”, a seguito di parecchi impegni ravvicinati, era riuscito a riportare i viola al loro splendore contro i giallorossi salvo poi rimediare figuracce come quelle di ieri, che rischiano di cancellare gli ottimi risultati raccolti fino ad ora. Una squadra che si è dimostrata piccola dal punto di vista mentale e che davanti a situazioni negative, senza punti di riferimento, si scoglie come neve al sole. Ee quindi un problema di testa, di concentrazione nell’arco di tutti i novanta minuti: questa rosa di giocatore per funzionare al meglio è costretta a giocare sempre al massimo e questo spiega perché contro le grandi la Fiorentina è sempre piaciuta.
 
I PEGGIORI – Dopo un’ottima prima parte del campionato la difesa viola perde improvvisamente la testa e regala una delle più brutte partite degli ultimi anni: Milenkovic e Igor non sembrano più una coppia perfetta di qualche giornata fa e adesso questa squadra, esclusa la partita contro la Roma di Mourinho, prende sempre gol. Male anche Duncan che nei primi 45 minuti non ne azzecca una, costringendo italiano a cambiarlo all’intervallo. Continua a tener banco anche il tema attacco: questa squadra non riesce più a segnare. Da qualche mese, periodo che casualmente coincide con la cessione del suo centravanti, la squadra segna poco e non è colpa di Cabral: si crea poco e male e la dimostrazione è l’ingresso di Piatek che nonostante i minuti a disposizione non è mai andato mai vicino al gol. 
I MIGLIORI – In partite come quelle di ieri è impossibile trovare una sufficienza: la prova della Fiorentina è stata insufficiente sotto tutti gli aspetti, in tutti i suoi effettivi. La palma del migliore questa volta quindi va alla tifoseria viola che di lunedi ha deciso di seguire in massa la squadra anche a Genova: la voglia di raggiungere l’Europa è tanta e la città è voluta restare vicino alla squadra anche in questo delicato appuntamento. Oltre 1700 anime che hanno sfidato chilometri e datori di lavoro, si giocava infatti di lunedi, per assistere a questo scempio: l’ennesima dimostrazione di affetto di un popolo che da sempre è a fianco della sua squadra.