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Una vicenda che andava avanti da troppo tempo, e il cui finale era annunciato già da almeno un anno a questa parte, si è conclusa con un comunicato stampa ricco di acredine e parole al veleno, e che potrebbe portare anche a  conseguenze future dal punto di vista legali fra le parti. Finisce dopo quasi tre anni, nel peggiore dei modi, una storia d’amore nata dalle ceneri di una gestione precedente completamente sbagliata, e che ha avuto molti apici positivi ma anche picchi negativi inevitabili, soprattutto se dietro a sogni, speranze e desideri, non c’è la concretezza di basi solide. Quello che è andato in scena nelle ultime ore fra Vincenzo Montella e la Fiorentina non è che la fine di un qualcosa di scritto e i cui segnali perché si giungesse ad un epilogo simile erano rintracciabili da diversi mesi, innanzitutto perchè il club gigliato ha già dimostrato, sotto la gestione Della Valle, di arrivare ad un certo punto, e poi sparigliare le carte, e soprattutto perché ormai il rapporto fra la proprietà viola ed il tecnico nativo di Castello di Cisterna, al netto dei risultati, assolutamente positivi nel suo complesso nei 36 mesi dell’Aeroplanino a Firenze, erano arrivati al capolinea sotto tutti i punti di vista.

Della decisione di arrivare all’esonero, che potrebbe diventare licenziamento, come detto con strascichi anche dal punto di vista giudiziario, se ne assunto la responsabilità assoluta Diego Della Valle. Quest’ultimo, che soltanto un mese fa, dopo l’eliminazione contro il Siviglia in Europa League, definiva Montella un’eccellente allenatore, e che auspicava la conquista di un trofeo della sua Fiorentina già a partire dalla prossima stagione, non ha accettato il comportamento a suo dire equivoco e contraddittorio del dipendente tecnico più importante della sua azienda calcistica, e nella legge lavorativa della famiglia Della Valle se metti in discussione il tuo datore di lavoro, non c’è futuro, anzi ti si prospetta il peggio. Ecco il perché del duro comunicato, ecco perché quelle parole fredde e perentorie, in cui arrivano accuse per l’ex mister anche di Roma e Catania e che scavano un solco col passato fatto anche di tanti sorrisi e vittorie, puntano ad un cambio di rotta per il presente e fanno percepire un futuro che cercherà altre strade, a livello aziendale e di gestione sportiva per il club viola.
Ci ha messo la faccia Diego, prima ancora che Andrea Della Valle, in questa vicenda, che per i proprietari del marchio Tod’s potrebbe rivelarsi un bagno di sangue economico notevole, ma che punta a salvaguardare l’onore di una delle famiglie più importanti a livello imprenditoriale non solo in campo italiano ma anche mondiale. Oggi, in una giornata confusa e da stordimento per il tifoso viola, finito in mezzo ad una tempesta di comunicati, messaggi trasversali e notizie fatte filtrare ad arte, in cui la comunicazione della Fiorentina è la vera sconfitta, ancora una volta, la cosa che emerge con maggior forza è che l’azionista di maggioranza della società si è esposto in questa scelta dell’esonero di Montella e se ne assume le responsabilità.

In una Firenze dilaniata e divisa come non mai dalla scelta sull’Aeroplanino, quello che deve rimanere è che è Diego Della Valle in persona che si fa promotore della nuova via, tornato protagonista in un momento assolutamente decisivo per la storia del suo club e della sua squadra, un po’ come avvenne durante il periodo che portò poi all’allontanamento di Cesare Prandelli. Quella cattiva gestione post tecnico di Orzinuovi portò a due anni sbagliati, pessimi nelle scelte e comunicativamente gestiti in maniera dilettantistica, che trascinarono la Fiorentina davvero ad un passo alla serie B. Questa volta, anche chi è assolutamente contrario alla scelta operata dal classe ’53 di Sant’Elpidio a Mare, deve fare il tifo perché proprio mister Tod’s non abbia torto, perché le conseguenze potrebbero essere ben peggiori di quanto accaduto cinque anni fa. Diego Della Valle firma il momento della storia gigliata e non solo decide di perderci economicamente, ma si appresta, chiunque sia il nuovo allenatore, ad affrontare una scommessa che non può essere fallita. Infatti dopo 13 anni senza titoli in bacheca, sbagliare ancora una volta porterebbe a definire il connubio fra Fiorentina e gli imprenditori marchigiani che hanno il loro cuore a Casette d’Ete, assolutamente fallimentare. Qualcosa di inaccettabile per dei vincenti e ricchi di successi professionali in altri campi della vita come la famiglia Della Valle