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La Fiorentina ha acquistato il miglior giocatore arrivato dall'estero, mettendo a referto il più bel colpo della sessione invernale, in un testa a testa con l'arrivo di Piatek al Milan. Due affari che han fatto di necessità virtù: i rossoneri dovevano sostituire Higuain, i viola trovare il giusto elementi per completare un tridente che, al netto di una copiosa mole di gioco, singhiozzava al momento di finalizzare. Non poteva fare scelta migliore, Corvino. Quattro reti in due settimane sono il biglietto da visita che Luis Muriel ha mostrato a Pioli, ringraziandolo per la immediata fiducia. E insieme al tecnico, a gioire sono i tifosi e i compagni. Primo su tutti Federico Chiesa che, nei numeri, sembra colui che più ha beneficiato dell'arrivo del colombiano.

Il mercato della Fiorentina è saldamente positivo, sebbene l'occhio al futuro lasci presagire ad alcune cessioni dolorose in estate. Non potrebbe essere altrimenti, sia chiaro: le attuali leggi di mercato - unite al regime di autofinanziamento - impongono di salutare necessariamente qualche pedina. Muriel - il cui riscatto è fissato a quattordici milioni di euro, più due già versati nelle casse del Siviglia per il prestito oneroso - è la ciliegina per il presente: forse manca la torta, la parte più corposa, rappresentata da quel centrocampista inseguito senza troppa convinzione, forse perché in fondo lo staff ha ritenuto che, a meno di clamorosi innesti di qualità, non ce ne fosse bisogno.
Tra risultati roboanti e le magie di Muriel e Chiesa, la Fiorentina ha guardato al futuro. Traorè, Zurkowski e Rasmussen, tutti presi adesso per l'estate. Poco più di venti milioni per tre giovani, due centrocampisti e un difensore. «Così possiamo crearci i campioni in casa, non potendoli comprare», hanno ripetuto più volte dalle parti di Viale Fanti. La programmazione è la nuova linea viola: a luglio, le possibili partenze saranno più o meno già coperte, senza dover affrettare le strategie o dover sostenere aste. La concorrenza è stata battuta, soprattutto per i primi due.

Sette in pagella, dunque, per la Fiorentina del gennaio 2019. Ottimo Muriel, manca un centrocampista, ma le operazioni ottica futura sono buone, sebbene legate alle inevitabili cessioni. Sette più, dai. Perché il colombiano ha avuto un impatto devastate e solo lui può alzare il voto. Ago della bilancia per l'Europa.