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    Violamania: un pareggio che sa di addio all'Europa, adesso italiano ha bisogno di alternative

    Violamania: un pareggio che sa di addio all'Europa, adesso italiano ha bisogno di alternative

    • Mattia Sorbetti
    Con il pareggio di ieri contro il Verona di Igor Tudor, la Fiorentina conclude degnamente una delle settimane più difficili della sua stagione: i viola venivano dalle due sconfitte in extremis in campionato contro il Sassuolo e quello in coppa contro la Juventus, risultati che avrebbero mandato ko qualsiasi squadra. Al Franchi arrivava una squadra, i gialloblu, tra le più in forma del campionato e il tecnico gigliato, conoscendo le insidie della sfida, ha voluto proporre un undici titolare diverso dal solito: esperimento oggettivamente fallito. Nel primo tempo, nonostante il vantaggio in apertura di gara, i viola non ingranano e stentano a proporre la solita fluidità di gioco. Maleh e Saponara non sembrano essere scesi in campo; il marocchino troppo leggerino spesso è stato messo nel mezzo dalla mediana ospite, il fantasista ha toccato pochi palloni fondendo una prestazione da dimenticare. Italiano capisce subito i suoi errori e ad inizio ripresa prova a dare una scossa alla squadra: i risultati si vedono, i viola prendono il controllo del gioco, manca solo il gol. 
     
    I SINGOLI - Fa molto discutere la prestazione di Piatek. Il polacco fa gol e poi sparisce dalla partita. Se dal punto di vista dei numeri per ora non sta facendo rimpiangere la partenza di Vlahovic, se si guarda il gioco offensivo dei viola invece è cambiato tutto: il 19 è letale nei 16 metri ma praticamente nullo fuori dall’area di rigore, soprattutto in fase di costruzione. La Fiorentina comunque sapeva le sue caratteristiche, quindi poco male. Più ingarbugliata è la situazione di Cabral: che Italiano, con la squadra all’arrembaggio alla ricerca del gol vittoria, scelga di schierare Nico Gonzalez al suo posto come falso nueve resta un enigma. Probabilmente il brasiliano ancora non offre garanzie al tecnico che per questo ha voluto puntare sulla voglia di rivalsa dell’argentino. Un secondo motivo potrebbe essere anche dipeso dal risultato: dopo le delusioni con sassuolo e juve, Italiano potrebbe aver voluto scegliere una via più conservativa per non incorrere in un altro finale shock. Altro caso è quello di Torreira, in molti hanno valutato negativamente la sua prestazione. L’uruguaiano non è al 100% e si vede, ma resta comunque il faro del centrocampo della Fiorentina: ogni azione parte dai suoi piedi, non possono due errori sotto porta annullare tutto il resto. 
     
    IL FUTURO – L’ennesima frenata dei viola complica i discorsi per la corsa europea: davanti corrono tutte e, anche se la Fiorentina deve ancora recuperare la partita con l’Udinese, adesso le difficoltà aumenta. Guardando sotto restano invariati i punti di distacco dai gialloblu: Verona ancora a -2. La Fiorentina gioca un ottimo calcio, pochi dubbi, ma sotto porta manca  quella cattievia e quel cinismoche sono venuti a mancare con la cessione di Vlahovic. Italiano adesso ha una settimana per settare nuovamente la squadra in vista della sfida casalinga di domenica prossima contro il Bologna: tutte le pretendenti all’Europa si troveranno davanti avversari abbordabili e i viola non potranno perdere nuovamente terreno.
     

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