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L'assunto iniziale per valutare il mercato della Fiorentina è una frase pronunciata dal vice-presidente Mario Cognigni, che dal Canada, dove la squadra viola (allora allenata da Cesare Prandelli) era in ritiro a fine maggio scorso, disse che la rosa della stagione seguente sarebbe stata più forte di quella che aveva chiuso male il campionato, con 17 sconfitte totali. A mercato chiuso da poche ore, l'impressione - del tutto personale - è che la Fiorentina attuale sia più debole rispetto a quella ai nastri di partenza di dodici mesi fa. L'autogestione imposta dalla società a Pantaleo Corvino in realtà non è stata messa in pratica, perché la società viola chiude le operazioni estive con un passivo di quasi dieci milioni di euro. Una mossa incomprensibile se si tiene conto del fatto che un anno fa, quando la Fiorentina era impegnata su tre fronti, Corvino non aveva adeguatamente rinforzato la rosa di Prandelli, che infatti pagò nel finale di stagione, oltre all’assenza di Adrian Mutu per la vicenda doping, i tanti infortunati e gli scarsi ricambi in vari ruoli.

I campioni o presunti tali della rosa viola, da Frey a Vargas passando per Gilardino, sono tutti rimasti a Firenze, più che per volontà della società per i prezzi dei cartellini, ritenuti troppo alti dai possibili acquirenti. Per valutare la rosa viola poi occorre pensare che Stevan Jovetic quest'anno, per il lungo infortunio subito nel ritiro di San Piero a Sieve, mancherà l'intera stagione, e non è stato adeguatamente sostituito. E' come se il montenegrino fosse stato ceduto 'in prestito' per un anno, dunque la sua assenza peserà più di quella di Adrian Mutu, cui la società, dopo aver chiesto 'scusa' per averlo emarginato e messo in vendita, da fine ottobre in poi gli chiederà quei gol che, oltre a Gilardino, non sembra poter garantire nessuno nella Fiorentina attuale. Ceduti i soli Keirrison e Gobbi, i loro sostituti si chiamano Babacar, un giovane talentuoso tutto da scoprire e da disciplinare, e Felipe, con quest'ultimo adattato in un ruolo che non ama e che ha fallito dal suo arrivo a Firenze nel gennaio scorso.

Proprio sul fronte difensori centrali sembra esserci il maggior difetto strutturale della rosa viola, che ipoteticamente doveva nascere sul modulo pensato da Mihajlovic, ovvero il 4-3-3. Ma poi, per le difficoltà incontrate sul mercato - dal mancato arrivo di Insua a quello di Asamoah - si è ritornati al vecchio schema pensato dalla Fiorentina di Prandelli. Manca un uomo che comandi la difesa, sperando che almeno Gamberini superi le difficoltà fisiche riscontrate negli ultimi due anni. L'arrivo di Boruc rafforza un ruolo che sembrava già al sicuro, mentre sulla carta il sostituto di Vargas nel ruolo di ala sinistra sarà coperto, almeno fino a gennaio, da uno fra Marchionni e Santana.

Il tecnico viola Sinisa Mihajlovic fa bene a motivare, dicendosi ambizioso e sicuro di arrivare fra le prime quattro, ma rispetto ad altre rose di formazioni di cosidetta seconda fascia, dal Palermo al Napoli passando per Genoa e Sampdoria, la Fiorentina sembra partire un gradino appena dietro, quando invece solo un anno fa era la prima diretta concorrente ad inserirsi dietro le big della serie A. Pantaleo Corvino ha detto che questa è una stagione in cui bisogna stringersi ancora di più intorno alla Fiorentina. Ragionamento giustissimo, per una squadra, sulla carta,  più debole rispetto a dodici mesi fa e che quindi ha ancora più bisogno del calore di tutti i suoi tifosi.