Gentile Procuratore,

sono il papà di un un calciatore del 2000 che gioca in Primavera in una squadra di Serie A. A detta di molti addetti ai lavori sta perdendo tempo perché il suo livello è superiore a quello dei compagni. Abbiamo firmato un contratto in serie A per giocare in primavera? Ma ci rendiamo conto qual è l'ipocrisia del calcio italiano?  E se tutto andrà bene il prossimo anno mio figlio andrà in prestito in serie C, se tutto andrà bene. A mio figlio sta già passando la voglia di fare sacrifici. La sua società non crede in lui! E allora ecco nascere l'idea (dopo aver visto la sconfitta del Real Madrid contro i giovincelli dell'Ajax): un provino all'Ajax, anche nella loro seconda squadra (sempre meglio della nostra primavera!)... L'Ajax sì che punta sui giovani e i risultati si sono visti contro il Real Madrid! Se ci fosse qualche agente in grado di portare mio figlio in Olanda si faccia vivo! Mi chiamo Paolo


Gentile Paolo,

registriamo il suo sfogo, ma guardando anche il bicchiere mezzo pieno.
Se suo figlio ha già firmato un contratto in serie A ciò sta a significare, contrariamente a quanto lei asserisce ("La sua società non crede in lui!"), che la società crede davvero tanto in suo figlio. Sono, infatti, pochi i calciatori del 2000 già sotto contratto in serie A. Questi vincoli contrattuali vengono fatti sottoscrivere soprattutto per evitare che club stranieri possano "sottrarre" i talenti italiani attraverso il solo pagamento della c.d. indennità di formazione (un indennizzo previsto dalla FIFA). Mi spiego meglio: se un calciatore giovane di prospettiva non è sotto contratto, una società estera non è tenuta a pagare il cartellino dello stesso per acquisirne le prestazioni sportive, ma solo la suddetta indennità (di solito inferiore al prezzo di un cartellino). Con il vincolo contrattuale, invece, la società presso la quale è tesserato il calciatore può vendere il cartellino alla società estera eventualmente interessata. Resta aperto il discorso tecnico: se sia o meno giusto che un calciatore classe 2000 debba essere ancora "sacrificato" a giocare nel campionato Primavera. Non conoscendo le qualità di suo figlio non è agevole dare una risposta in un senso o in un altro. Vero è, tuttavia, che in Italia il passaggio dalla Primavera ai campionati professionistici rappresenta da sempre un grande problema che potrà essere forse sanato con l'avvento del campionato delle seconde squadre. 

In Olanda il campionato delle seconde squadre c'è da anni e dallo Jong Ajax, la squadra di riserva dell'AFC Ajax, sicuramente qualche campioncino è uscito fuori!

Ma ora passo la palla agli utenti di calciomercato.com: il nostro campionato di primavera deve essere rimpiazzato da quello delle seconde squadre oppure non è questa la panacea di tutti i mali del nostro calcio giovanile?

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