Sime Vrsaljko non aveva certo bisogno della vetrina del Mondiale per sedurre Luciano Spalletti. Già ai tempi del Sassuolo, quando spiccò il volo alla corte di Di Francesco, il terzino croato aveva mostrato in Italia tutte le sue potenzialità. I due anni in Spagna, poi, - il primo difficile, il secondo in crescendo e culminato con la vittoria dell'Europa League - lo hanno temprato ulteriormente. Ha respirato Cholismo. Adesso l'Inter lo vuole, lui stesso vuole l'Inter. Ed è naturale pensare al ruolo svolto dai suoi connazionali Perisic e Brozovic in questa vicenda. Un Mondiale così può spostare tanto. Ma anche il mercato ambizioso dei nerazzurri sposta. Vrsaljko vede una squadra già fatta, già forte, a cui manca proprio un terzino con le sue caratteristiche. 

EFFETTO MONDIALE - Vrsaljko in Russia si è distinto per il numero di intercetti (12, il più alto tra i terzini). Un segno evidente del lavoro portato avanti con Simeone. Eppure tutti noi abbiamo ancora negli occhi lo splendido traversone raccolto da Perisic nell'area inglese, il suo unico assist. Sarà perché parlare di Vrsaljko significa eminentemente parlare di cross. Di efficacia nei cross. Di tempi, di forza e di giri giusti impressi al pallone. 



Bisognerebbe però, quando trattiamo in generale di cross e segnatamente di Vrsaljko crossatore, non tralasciare mai la fase di preparazione del gesto tecnico. Il terzino croato ancora prima che nel calciare, eccelle nel crearsi i presupposti, nel trovare i tempi. Suoi e dei compagni. Nel caso riportato sopra sono i suoi a fare la differenza: per non essere stucchevole non ho immortalato in sequenza il primo controllo di coscia (orientato) e il secondo tocco preliminare, ma vi posso assicurare che la velocità di esecuzione dei tre gesti è qualcosa di veramente notevole. E funzionale: sul cambio di gioco dei croati, Dele Alli non ha il tempo materiale per accorciare più di quel che vedete. Tutto perché Vrsaljko si è messo in testa di crossare forte mentre il pallone è ancora in aria. Al pensiero, seguono esatti il controllo, l'aggiustamento e il traversone. 

L'ESSENZA DI SIME - Prendendo come riferimento solo e soltanto gli ultimi quattro campionati, dunque escludendo le coppe, balza all'occhio una costante: tranne nel 2016/2017, il 26enne croato ha sempre fatto 4 assist. Numeri alla mano, è questa la principale differenza con le alternative prese in considerazione dall'Inter, ovvero Zappacosta e Darmian. Vrsaljko insomma garantirebbe a Spalletti un numero maggiore di palle-gol. Si è specializzato. E se in Emilia si ricordano ancora le traiettorie nitide dei suoi cross, per lo più aeree, in Spagna hanno apprezzato prevalentemente la variante rasoterra. Tutti e quattro gli assist stagionali, in Liga, sono stati concepiti e realizzati così. Il motivo si può forse rintracciare nel cambio di modulo, dal 4-3-3 di Di Francesco al 4-4-2 di Simeone. Vrsaljko è diventato un maestro nell'interpretare la posizione e i movimenti della linea difensiva avversaria. Eccolo, qui sotto, contro quella del Betis: la difesa al momento del cross è praticamente in linea col crossatore, le marcature sono strette, così Vrsaljko decide di mirare allo spazio che separa i propri compagni in corsa dal portiere avversario. Segnerà addirittura Saul. 



DA GRIEZMANN AL NINJA - Dicevamo del cambio di modulo seguito al cambio di maglia. Se al Sassuolo Vrsaljko, arrivato sul fondo, poteva contare tendenzialmente sulla presenza in area del centravanti, dell'esterno e della mezzala opposta, nell'Atletico di Simeone oltre ai primi due si aggiungeva la seconda punta, ovvero Griezmann. Dunque un giocatore che ama i rimorchi, e che sa sfruttare benissimo la zona dischetto. Sotto vediamo una situazione tipo contro l'Alaves. L'assist di Vrsaljko contro l'Alaves, poco prima del gol di Fernando Torres. Immaginate Icardi al posto dello spagnolo e Nainggolan al posto del francese, con Perisic che si avventa sul secondo palo. Vrsaljko adesso è pronto per questo tipo di calcio. 



Qui sopra ancora una volta il terzino croato punisce una difesa fin troppo allineata a lui. Guarda di là da essa e suggerisce a Torres lo spazio da attaccare. Di qua dalla difesa, solo soletto arrivava Griezmann. In questo frangente, il raddoppio di marcatura ha costretto Vrsaljko a ignorare il rimorchio. 
Vale la pena ricordare anche il suo terzo assist stagionale, quello contro il Getafe. Per il fatto che rimanda a una lettura opposta. Sempre raddoppiato, stavolta Vrsaljko si accorge che non c'è modo di aggirare la linea difensiva, così chiude l'angolo del passaggio e trova Diego Costa sui piedi. Lo spazio pericoloso era al di qua. 



CON POLITANO - Un altro dei motivi per cui Vrsaljko può arrivare a Milano è l'intesa con Politano. Si citano giustamente gli amici e connazionali Brozovic e Perisic, ma Politano? In fondo è con lui che il terzino andrebbe a formare la catena di destra dell'Inter. Come ai vecchi tempi (neroverdi). Quando Politano riceveva largo e si accentrava col pallone, e Vrsaljko sopra come un treno. Un mancino e un destro, specializzati in giocate complementari. 



MEGLIO SIME O ZAPPACOSTA? - Scartiamo al momento l'ipotesi Darmian, che delle tre alternative per la fascia destra dell'Inter è quella più difensiva e dunque meno complementare ad Asamoah. Vrsaljko è meglio di Zappacosta? Sanno essere entrambi molto offensivi, ma in maniera diversa. Zappacosta è forse più estroso, più abile nel dribbling, inoltre si fida molto di più del suo piede debole, come dimostra questo bel gol contro lo Stoke City. 



O questo splendido filtrante per Ljajic, quando giocava ancora nel Torino. 



Eppure Zappacosta fa meno assist, dicevamo. A parte l'exploit del 2016/2017 (ne fece 5 in Serie A), è dal 2014 che fa un solo assist a stagione (escluse le coppe). In compenso, vede la porta di più di Vrsaljko, perché, a differenza del croato, tende ad abbandonare maggiormente la corsia laterale per venire dentro al campo. Dunque? L'impressione è che l'Inter stia cercando più un terzino che sappia fare divinamente il terzino (Vrsaljko) che non un terzino che sappia fare divinamente il laterale (Zappacosta)


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