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Ci sono giocatori  che ti riconciliano con il calcio. Maradona, Baggio, Messi, Kakà e Pastore fanno parte di quella ristrettissima cerchia di campioni  che con il pallone tra i piedi riesce a fare magie e a mettere d'accordo tutti. Tra polemiche e scandali sono i fuoriclasse a dare ancora un senso al nostro calcio.

Domenica il campione argentino del Palermo ha steso il Catania con una gamba sola. In dubbio fino all'ultimo per un fastidio al ginocchio destro, El Flaco (lo smilzo in spagnolo) ha regalato il derby al Palermo. Una tripletta completa: un gol di testa, uno di destro e uno di sinistro. Neanche il ginocchio, vistosamente fasciato dopo la nottataccia di San Siro, è riuscito a fermarlo.
Pur indossando il n.27 (scelto perché il numero preferito di sua mamma), Pastore è la perfetta incarnazione del n.10. Di quei numeri 10 che ormai non se ne vedono più. Nei suoi piedi estro, tecnica ed eleganza.

Il complimento più bello gliel'ha fatto Maradona che l'ha definito "Un maleducato del calcio". "Pastore tocca la palla come se avesse giocato 4-5 Mondiali ed ha solo 21 anni", ha dichiarato l'ex Pibe de oro. Il gioiello del Palermo ha ringraziato il suo ex ct dedicandogli la tripletta di domenica. Ma la frase più bella l'ha riservata ai suoi tifosi. "Il prossimo anno resto di sicuro". Forse perchè in Italia El Flaco ha trovato anche l'amore. Da più di un anno è fidanzato con Chiara Picone, modella palermitana.

Intanto Zamparini si sfrega la mani. Acquistato per 6 milioni di euro dall'Huracan nel 2009, le quotazioni di Pastore crescono di giorno in giorno. Si parla di una sfida Barcellona-Chelsea, con i Blues pronti a mettere sul piatto addirittura 40 milioni di euro. L'impressione è che per il momento le big dovranno aspettare. Zampa ha già deciso di mettere mani al portafogli: 'Pastore è al di sopra di ogni tetto d'ingaggio", ha dichiarato. Attualmente l'argentino guadagna solo (si fa per dire) 500 mila euro a stagione ma all'orizzonte si profila rinnovo e adeguamento fino a 1,5 milioni l'anno.

Un bene non solo per il Palermo, ma per tutto il nostro calcio dove oramai  fioriscono solo giocatori 'normali' ed approdano solo (ex) campioni a fine carriera.