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Quarto posto corsa a tre, le tre più famose, più temute, più attrezzate per l’ultima poltrona della Champions. E invece adesso è 3+1. Si pensava che Milan e Lazio fossero più avanti e si immaginava che la Roma, una volta superata (?) la crisi, fosse la terza candidata. Errore. Quel posto oggi è insidiato da una squadra in grande forma, una squadra convinta e ricca di giocatori di qualità, l’Atalanta.
   
In questo momento il 4° posto è del Milan con 27 punti, 2 in più della Lazio battuta proprio a Bergamo, 3 in più di Roma, Sassuolo e Atalanta. Ma sempre in questo momento, la squadra di Gasperini è quella che sta meglio, libera di testa dopo la bruciante eliminazione dall’Europa League e paradossalmente resa più ricca proprio da quella eliminazione. Per restare a buoni livelli su tutt’e tre le competizioni, Serie A, Europa League e Coppa Italia, la società aveva rinforzato la rosa con elementi di spessore. Tanto per dare l’idea, contro la Lazio erano in panchina Rigoni, Masiello, Barrow, Djimsiti, Pasalic, Gollini, Rossi, Adnan, Castagne, Reca, Pessina, Valzania e Tumminello. Qualche rincalzo, ma diversi titolari. L’emergenza per Gasperini non è più un problema.
   
Sembrano lontanissime le lamentele del tecnico sulla qualità del mercato atalantino. Ma la vera differenza dalle altre sta nel gioco. L’Atalanta va a memoria, i tre giocatori che il tecnico schiera in difesa partecipano alla manovra, avviandola, anche se gli interpreti sono diversi. Non solo: in Italia non si trovano formazioni aggressive come la Dea, poche reggono il suo ritmo e poche segnano così tanto. L’Atalanta ha il terzo attacco del campionato, solo Juventus e Napoli hanno segnato di più (33 a 30), ha fatto 2 gol in più dell’Inter che in attacco ha Icardi, 6 in più del Milan che ha Higuain, 8 in più della Lazio che ha Immobile. L’Atalanta ha Zapata ed è più utile alla sua squadra di quanto lo sarebbero i suoi colleghi centravanti sopra citati. Zapata non è un attaccante, è un attacco intero, è l’uomo su cui si appoggia il gioco dei bergamaschi. E se alle spalle hai due creativi come Gomez e Ilicic il gol diventa più semplice.
   
L’Atalanta è una squadra certa di sé. Non come il Milan, che appena aveva trovato una sua identità l’ha smarrita; non come la Lazio, che vive di valutazioni in contrasto fra loro (per Lotito è da Champions, per Inzaghi no); non come la Roma, che passa da un tornado all’altro pur senza scomporsi.
   
Sabato la squadra di Gasperini non ha una partita semplice, anche se i precedenti la confortano: gli ultimi cinque incontri di campionato contro il  Genoa li ha vinti tutti, segnando sempre almeno 2 gol (15 totali). E anche la struttura attuale della squadra recentemente affidata a Prandelli può aiutare i bergamaschi, considerando che nelle ultime 11 gare ha sempre preso gol. E poi c’è un ricordo che stuzzica Gomez, autore a Marassi, proprio contro il Grifone, della sua unica tripletta in Serie A. In calendario ci sono il Genoa, la Juve a Bergamo e poi il Sassuolo a Reggio Emilia: a fine anno peseremo la candidatura-Champions dell’Atalanta. Per ora è forte.