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81% di Guidolin nel primato dell’Udinese. Materiale buono che grazie al Maestro diventa ottimo (Armero, Isla, Badu, Torje, Benatia, presto Doubai), un cannoniere senza tempo, la consapevolezza del ruolo e del posto. Un anno fa 1 punto nelle prime cinque uscite, oggi undici. Alla faccia del miglioramento.

70% di Conte nei primi risultati della Juve: oltre l’anima ci sono scelte decise: Chiellini a sinistra che toglie di mezzo De Ceglie e Grosso (le debolezze), Vidal che si aggiunge a Marchisio per proteggere e liberare Pirlo, Pepe titolare indiscutibile (tra i migliori anche contro il Milan) e Vucinic che è una seconda punta al centro dell’attacco: restano a guardare Matri, Quagliarella, Del Piero, Iaquinta, Toni e Amauri. Fin che Antonio porta punti, tutti tranquilli.

61% di Rocchi nel successo del Napoli sull’Inter: a parità di uomini, stava prevalendo la squadra di Ranieri pur senza grandi conclusioni. Il rigore e la superiorità numerica hanno cambiato la partita: Blue Mamba (Hamsik, Lavezzi, Maggio, Campagnaro) ha colpito altre due volte. Pochi ricordano che l’anno scorso il Napoli giocò un tempo intero col Milan in dieci contro undici poiché Rizzoli cacciò dal campo Pazienza (secondo giallo per un fallo di mano che oggi non sarebbe punibile) – Alvarez e Obi esterni per contenere le due catene di Mazzarri denunciano l’incompletezza dell’Inter.

50% di usura nel centrocampo del Milan, poco mobile, bolso. Colpa di un mercato in economia, e quando dietro manca Nesta

49%, il possesso palla della Roma nella partita interna con l’Atalanta: 59 a Parma per Luis Enrique che ha finalmente dimostrato di non essere stupido, né testardo e ottuso come altri: la squadra subisce ancora parecchio, Rosi e Angel non danno sicurezza. Ma almeno le verticalizzazioni rapide favoriscono gli inserimenti dei centrocampisti e la tecnica di Osvaldo e Bojan. Totti corre troppo e cede, e poi leggo che Pianic fa meglio da trequartista: ma se lo è, un trequartista?