La prossima settimana saranno tre mesi con i contratti tra le mani. Emre Can e i suoi legali hanno preso tempo, anche troppo: la Juventus a inizio gennaio aveva mandato le proprie bozze di accordo al centrocampista tedesco, convinto da mesi ad accettare la proposta bianconera studiata nell'arco di tutto il 2017 grazie al lavoro di Marotta e Paratici, sempre vigili sui migliori obiettivi a scadenza e non. Ma se Emre Can ha dato la sua parola alla Juve da tempo sulla volontà di procedere per la firma a parametro zero coi bianconeri, ad oggi l'autografo ufficiale di Emre sul contratto non c'è ancora. Tanto che la dirigenza inizia a spazientirsi.

ANCORA ATTESA - "Non ho deciso ancora dove giocherò", parola sua nella giornata di ieri. Perché il Liverpool continua a offrire il rinnovo sotto modalità diverse di accordo, dall'estero i corteggiatori non mancano in Liga come in Premier senza dimenticare il Borussia Dortmund, nessun inserimento italiano invece fin qui. Ogni giorno che passa è una speranza per gli altri club e un indizio di nervosismo in più per la Juventus. Marotta è stato chiaro: si attende una risposta, ma quel contratto da 4 anni più opzione per il quinto con 5 milioni a stagione di ingaggio è pronto da tempo. Emre Can lo aveva voluto e ricevuto, la Juve si sente ancora in vantaggio, forte della parola del tedesco. Che adesso però non conta più: servono i fatti, messaggio chiaro recapitato al giocatore. Da un momento all'altro - nel vero senso della parola - c'è da aspettarsi la svolta: nel bene o nel male.