Il Torino Primavera di Federico Coppitelli si conferma anche quest'anno una delle principali candidate se non alla corsa per lo scudetto quantomeno ad un piazzamento playoff. I granata, che lo scorso anno trionfarono nella Coppa Italia di categoria hanno ripreso la propria marcia anche quest'anno alternando ottime prestazioni a qualche battuta d'arresto inaspettata, ma i cambi tattici imposti dall'allenatore laziale stanno dando, finalmente, i frutti sperati. Uno su tutti, l'accentramento dell'attaccante classe 2000 Vincenzo Millico, tramutatosi in autentico killer d'area di rigore tanto da battagliare con Celar e Raspadori (LEGGI QUI IL SUO PROFILO) per il titolo di cannoniere. Millico il gol ce l'ha sempre avuto nel sangue e l'obiettivo di arrivare in prima squadra e sfondare nel mondo del pallone resta un chiodo fisso, come testimoniato a Calciomercato.com dal suo agente, Gaetano Paolillo, intervistato in esclusiva.

NUOVO RUOLO - Un ruolo nuovo, dicevamo, più vicino alla porta da seconda punta in un 4-3-1-2. Eppure da sempre il termine di paragone per Millico è stato Lorenzo Insigne: "Vincenzo nasce esterno d'attacco puro - ha confermato Paolillo - possibilmente di sinistra con la possibilità di accentrarsi per calciare in porta o inventare. Come Insigne, ma anche come Mertens e tanti altri giocatori con quelle caratteristiche, la tendenza degli allenatori negli ultimi anni è quella di accentrarli più vicini alla porta per renderli più pericolosi. Millico i gol li ha sempre fatti, sia in Under 17 che in Primavera dato che questo, a conti fatti, è il secondo anno sempre da sottoquota. Quest'anno però vede la porta come pochi, in 7 partite ha già segnato 10 gol ed è a metà strada rispetto all'obiettivo che si è prefissato di farne almeno 20 e trascinare il Torino".

LASCIO' LA JUVE PER IL TORINO - La storia di Millico è molto particolare, soprattutto per le scelte fatte in gioventù. Lui nato a Torino ha iniziato presto a giocare e prestissimo è entrato a far parte del settore giovanile della Juventus. A 11 anni però è arrivata la scintilla e nell'anno in cui il più celebre Moise Kean lasciò il Torino per andare alla Juve, lui fece il percorso opposto scegliendo la maglia granata invece che quella bianconera: "La verità - ha proseguito Paolillo - è che Vincenzo è sempre stato un ragazzo molto maturo e motivato, anche a quell'età. La scelta di lasciare la Juve non fu dovuta nè al tifo nè ad antipatie, ma fu una scelta legata al suo futuro. Voleva una squadra in cui poter fare un percorso completo, fino alla prima squadra e sentiva che nel Torino c'era più possibilità di crescere e migliorare".
PASSIONI... - Millico è appassionatissimo di calcio, del bel calcio e sui social per qualche like di troppo anche alla Juve è stato in passato criticato dai tifosi granata. Lui però si è sempre difeso parlando onestamente: "Io non tifo nessuna squadra - scrisse in un post -e se guardate attentamente metto dei like anche a Inter, Roma, Milan e Fiorentina, perché mi piace il calcio in generale". Proprio i social network sono una delle sue passioni, ci passa gran parte del tempo che non trascorre guardando e giocando a pallone, ma non disdegna neanche la moda o meglio il vestirsi bene e al passo coi tempi.

... E FUTURO - Già ai tempi di Sinisa Mihajlovic aveva trovato per ben due volte la convocazione in prima squadra, poi arrivò l'infortunio al ginocchio, la scorsa stagione, che complicò il suo inserimento. Dall'infortunio è tornato più forte di prima e con un fisico molto più strutturato che lo rende più adatto all'inserimento in prima squadra in un ruolo "alla Iago Falque". Il Torino lo coccola e nonostante i rumors di mercato attorno a lui presto potrebbe blindarlo: "L'anno scorso firmò il suo primo contratto da professionista - ha concluso Paolillo -, ma non nego che tanti club di alto livello mi stanno contattando in Italia, ma soprattutto in Premier e Liga dove ci sono due grandi club interessatissimi. Il presidente Urbano Cairo lo stima moltissimo e anche grazie a lui stiamo già trattando, ora che è maggiorenne, un rinnovo quinquennale con il club. Vincenzo ha un forte senso di appartenenza e il suo sogno, oggi, è quello di esordire ed essere grande con la maglia del Torino per ripagarli della fiducia che gli è stata data".