'Sono rimasto all'Inter perché non mi sono mai abbattuto, nemmeno quando venivo criticato per la discontinuità nel rendimento: voglio dimostrare di poter far bene con questa maglia'. Così il fantasista nerazzurro Ricky Alvarez, in una lunga intervista rilasciata al quotidiano La Stampa. 'Io come Kakà? In comune abbiamo soltanto il nome - spiega l'argentino -. Lui è un grandissimo campione, ma abbiamo caratteristiche diverse. Mi aspettavo una partenza forte dopo il lavoro nel ritiro, ma possiamo fare ancora meglio. Il discorso vale per me come per i compagni. Il lavoro di Pinzolo comunque sta dando frutti: l'anno scorso, a causa dell'operazione al ginocchio, non ho fatto nulla e le conseguenze si sono viste dopo'.

'Al termine della scorsa stagione mentalmente eravamo ko - racconta Alvarez -. Quando i risultati non arrivano entri in un vortice di negatività e non riescono neppure le cose più semplici. La vittoria col Cittadella in Coppa Italia è stata una liberazione, ci siamo tolti una zavorra pesantissima. Mazzarri è un grande lavoratore, ha le idee chiare e con lui sappiamo esattamente cosa fare in campo. Facciamo molta tattica e questo ci permette di essere più sicuri. La sua severità ci aiuta a tenere alta la concentrazione in allenamento, così quando arriva la partita non ci facciamo sorprendere'.

'Quella contro la Juve sarà una partita importante per noi e per i tifosi, ma è presto per emettere verdetti: un risultato negativo non cambierà la sorti del campionato - preannuncia Alvarez -. Per batterli noi dovremo dare il massimo; il loro punto di forza è la sicurezza che hanno nel provare le giocate più complicate ed imprevedibili. Il mio giocatore preferito? Dire Pirlo sarebbe scontato. Tutti fanno la differenza. Non c'è una squadra favorita per la gara di domani, ma c'è un dato inconfutabile: loro hanno vinto due scudetti di fila. Io spero di segnare a Buffon, che è uno dei portieri più importanti al mondo. Se succederà, dedicherò il gol a Dio'.