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Contagio e pandemia stanno ancora lì, forti e persistenti. Tanto forti e persistenti da chiamare un nuovo lockdown per cui le ragioni sanitarie non mancherebbero. Ma un altro lockdown, se dichiarato, verrebbe giù da solo. Si sente impellente e insopprimibile il bisogno di non continuare a star chiusi o semi chiusi. I più che hanno rispettato e rispettano le misure anti contagio accusano stanchezza. I non pochi che se ne sono fregati e se ne fregano non son certo diminuiti. Sarà ancora lunga, lunga molti mesi. E la diga dei divieti e limitazioni che già ci sono, e ben inferiori al lockdown, perde consistenza di settimana in settimana. Andrebbe da parte del nuovo governo elaborato, spiegato e lanciato messaggio nuovo, nuova parola d'ordine. Potrebbe, dovrebbe essere: aprire e stangare. Ricominciare ad aprire, nonostante contagio. Ricominciare perché a tener chiuso nei fatti non ce la si fa più. Ma stangare davvero chi riapre o tiene aperto a mascherina abbassata. Chiudere per lungo tempo e forse per sempre chi fa finta di rispettare distanze e protezioni. Aprire e stangare, servirebbe anche cambiare il morale degli italiani dopo un anno di Dpcm. 

Sci, l'errore di Speranza - Non di tener chiusi gli impianti di sci, ma di aver detto che si riaprivano per poi dare il contrordine letteralmente quattro ore prima della riapertura. L'errore di far passare le ragioni del torto dalla parte della ragione. Non si conferma chiusura dopo aver annunciato riapertura Se riapertura annunciata per tener buoni o comunque per debolezza nel non saper resistere alle pressioni, questa debolezza della politica non può essere fatta pagare a chi prima blandisci e illudi. Se non c'era e non c'è ragione sanitaria per riaprire la montagna alla gente, scoprirlo all'ultimo minuto è una forma di politica viltà. 

Demagogia brevettata - Rosy Bindi l'ha esposta nella confezione più caritatevole, citando lo scienziato che non volle brevettare il vaccino anti polio. Rosy Bindi ha ricordato la frase: non si brevetta il sole. Bene, alzi la mano chi non è d'accordo nel togliere i diritti derivanti da brevetto sui vaccini anti Covid. Nessuna mano si leva, perfetto: siano tolti i brevetti e i relativi diritti. Il giorno dopo però non avremmo una dose di vaccino in più. Su scala mondiale circa sei miliardi di umani qui e oggi non hanno vaccino, vaccino che è solo in 43 paesi su 193. Questo non perché la diffusione dei vaccini è limitata dai brevetti. Questo perché la capacità, la possibilità produttiva di vaccini degli impianti su scala planetaria è insufficiente. E non è, proprio non è, che se togli brevetto una fabbrica di profumi o di alcolici diventa in un paio di mesi una fabbrica di vaccini. Il mondo ha grande e irrecuperabile a breve scadenza carenza di produzione di vaccini, oltre a giganteschi problemi logistici di trasporto e somministrazione. Rendendo i vaccini liberi da brevetto non cambi di un millimetro la situazione. Però fai un dispetto (o dichiari di volerlo fare) alle case farmaceutiche e alle aziende che vaccini producono. E fai dichiarazione umanitaria, compassionevole e anti Big Pharma. Perfetto per avere tanti like, perfetto per fare bella figura. Per il resto inutile. Togliendo brevetti, qui e oggi, non aumenti produzione vaccini né abbassi i prezzi di produzione e commercializzazione. Fai però...demagogia brevettata.
Regioni comprano vaccini, su quali mercati? - Demagogia brevettata, della materia si dilettano autorevoli presidenti di Regione. Piemonte, Veneto, Friuli, in qualche modo anche Emilia e anche al Sud comunicano pubblicamente che sono in cerca di partite di vaccini, a milioni, per acquistarle. Acquistare milioni di dosi vaccinali perché la Ue e Roma ne forniscono poche. Lodevole intento, ma su quali mercati le Regioni cercano i vaccini? Pfizer e Moderna hanno precisato che loro non vendono ad altri che alla Ue con cui hanno contratti. Ema e Aifa hanno detto chiaro che girano vaccini di cui loro non rispondono quanto ad efficacia e sicurezza. Se ci sono altre partite di vaccini oltre a quelle ufficiali queste sono sul mercato nero o addirittura sul mercato dei vaccini inaffidabili. E' su questi mercati che stanno cercando le Regioni, visto che pare proprio altri mercati non ci siano? Non proprio, niente paura. Le Regioni stanno operando sul mercato della demagogia, ne producono in proprio in quantità e qualità. Gli altri non ti danno il vaccino, te lo compro io! Demagogia brevettata.

Medici che non si vaccinano - Si legge su La Repubblica: medici che non si vaccinano rischiano il posto (ovviamente se il posto di lavoro è in strutture pubbliche). Rischiano? Rischiano loro? Per i medici che non si vaccinano il rischio di perdere il posto è teorico. Il concreto  rischio è che il posto lo conservino. Rischio per noi e non per loro.

Cartabia e non Cantabria - Il correttore che è dentro di me (quei monti cantabrici...) mi ha fatto sbagliare i cognome della nuova ministra della Giustizia. Grazie a chi gentilmente se ne è accorto e lo ha fatto notare.