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    Juve, Arrivabene-Cherubini come Marotta-Paratici. A cosa servono i 400 milioni dell'aumento di capitale

    Juve, Arrivabene-Cherubini come Marotta-Paratici. A cosa servono i 400 milioni dell'aumento di capitale

    • Nicola Balice
    Maurizio Arrivabene amministratore delegato dell'area football, Federico Cherubini football director (che si può tradurre in direttore sportivo). La nuova Juve riparte da questa coppia di dirigenti, la nuova Juve ritrova il ruolo di un ad a distanza di quasi tre anni dalla separazione con Beppe Marotta, la nuova Juve conferma sulla carta la carica che Cherubini aveva già assunto nell'ultima stagione al fianco di Fabio Paratici ma nei fatti si completerà il passaggio di testimone nell'aria già da diverso tempo. E poi ci sarà Max Allegri, che per le prossime quattro stagioni sarà molto di più che un semplice allenatore. Per definirla una nuova triade è ancora presto, ma aspettando di vedere come si consolideranno i nuovi equilibri, dopo tre anni di interregno del solo Paratici, l'area sportiva della Juve è pronta a ripartire da una nuova coppia di dirigenti: Arrivabene ad, Cherubini ds. Entrambi verranno presentati domani dal presidente Andrea Agnelli al fianco del suo vice Pavel Nedved, una mezza rivoluzione che va oltre quello che sulla carte vede un solo grande cambiamento (Arrivabene in, Paratici out). Nella strategia infatti la Juve sta già cambiando tanto, come raccontato su Calciomercato.com la scorsa settimana (leggi qui).

    AUMENTO DI CAPITALE. Il CdA di oggi è servito per “deliberare di attribuire deleghe per la gestione dell'area football e i relativi poteri” ad Arrivabene. Ma anche per confermare la decisione di un rafforzamento patrimoniale mediante un aumento di capitale fino a 400 milioni di euro. Necessari per sostenere i conti del club bianconero, considerando l'impatto da circa 320 milioni stimabile nel triennio '19/'22 per quel che riguarda l'impatto della pandemia. Saranno quindi soldi, tantissimi soldi, che serviranno per attutire il colpo che la crisi economica ha inferto al bilancio della Juventus in questi tre anni e per rivedere il piano di sviluppo, non da reinvestire sul mercato per esempio almeno per ora. Nella speranza-previsione che dalla stagione '22/'23 si possa riprendere un progetto senza che ci siano altri effetti negativi della pandemia sul mondo del calcio e quindi di quello juventino. La proprietà, Exor, è pronta quindi a fare la propria parte confermando la vicinanza della famiglia Elkann-Agnelli al club bianconero. Quando la crisi sarà passata, poi, si potrà tornare a crescere e investire.

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