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    Atalanta, Scalvini: 'Mi isolo dalle pressioni, vedrete che arriveranno altri gol'

    Atalanta, Scalvini: 'Mi isolo dalle pressioni, vedrete che arriveranno altri gol'

    Classe 2003 e talento da vendere. Più di 30 partite con l'Atalanta per Giorgio Scalvini, uno degli ultimi gioielli usciti dal settore giovanili nerazzurro: "Il presente dice che sto giocando, spero di farlo bene e per ancora tanti anni. Quando mi ritirerò vorrei rimanere nel mondo del calcio, ma fuori del campo; per ora sto studiando per migliorare l'inglese - racconta a La Gazzetta dello Sport - Il debutto? Gasperini mi aveva dato fiducia facendomi capire che non ero solo un aggregato, io non ho neanche avuto modo di pensare se fosse troppo presto o meno".

    CONSIGLI -  "I suggerimenti migliori arrivano da Toloi, Djimsiti e Demiral, nello spogliatoio le parole di De Roon e Hateboer per un giovane come me contano molto".

    PRESSIONI - "L'educazione che mi hanno dato i miei genitori e l'ambiente Atalanta mi aiutato a isolarmi dalle pressioni ma consapevole a cosa vado incontro, è anche un aspetto del mio carattere. Avere testa vuol dire rimanere umili, restare sintonizzati col mondo reale. Ed è una cosa che o ce l'hai o non ce l'hai".

    DUTTILITA' - Non l'ho mai vista come un peso. Quando Gasperini mi ha schierato da centrocampista non è stato facile, avevo appena imparato a fare il difensore con le richieste che faceva lui. Serve aggressività e rapidità, ma se sei alto 1,94 m dev lavorarci.

    GOL - "Non so quanto posso segnare, sicuramente qualche rete in canna ce l'ho e soprattutto sulle palle inattive. Per alcuni aspetti è meglio partire da dietro e avere più campo piuttosto che avanzare da centrocampo".

    IL KO CON LA LAZIO - "Pensavamo di essere cresciuti a livello difensivo, ma non si finisce mai di migliorare. Con il Napoli servirà soprattutto l'anticipo e la riaggressione per il recupero palla". 

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