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La promozione – e dunque il ritorno – del Bari in Serie B è ufficiale: i pugliesi nel pomeriggio hanno battuto il Latina, ma è stata sufficiente la sconfitta del Catanzaro secondo in classifica in casa contro il Monterosi per dare il via alla festa appena quattro anni dopo il fallimento che ha costretto i Galletti a ripartire dai Dilettanti. 

LA STORIA – La famiglia Matarrese stava cercando di vendere il Bari già nel lontano 2001, ma l’inizio del Millennio ha riservato molte gioie alla tifoseria biancorossa: con Conte e Ventura alla guida, Bonucci e Ranocchia in difesa e Barreto in attacco, la Serie A era un palcoscenico meritato tra il 2008-2009, anno della promozione, e il 2010-2011, anno della retrocessione. Il primo fallimento, nel 2014, era stato accompagnato da una cavalcata interrotta solo dal miglior piazzamento in campionato proprio del Latina (ironia della sorte, lo stesso avversario di oggi) dopo due pareggi nella semifinale playoff, e la nuova presidenza dell’ex arbitro Gianluca Paparesta aveva fatto sperare in tempi migliori. Tuttavia, in quattro anni è stato accumulato un debito mai ricapitalizzato di 12 milioni di euro: troppi, il Bari fallisce di nuovo ed è costretto a perdere il titolo sportivo e la categoria. 
RISALITA – Vincere la Serie D con giocatori come Ciccio Brienza non è stato difficile, mentre la terza serie italiana ha richiesto ben tre anni per essere superata: due eliminazioni ai playoff e un campionato vinto, quello che sta per concludersi al giorno d’oggi. Ma adesso che la Serie A è di nuovo alla portata di una stagione ben condotta, fa capolino un problema già affrontato, non senza grande affanno, dalla Salernitana di Claudio Lotito, sull’orlo dell’esclusione dal massimo campionato per le difficoltà nel reperire un nuovo proprietario. Non è infatti ammesso che due squadre nella stessa categoria facciano capo allo stesso proprietario.

DI PADRE IN FIGLIO – L’attuale presidente del Bari è De Laurentiis. Non Aurelio, ma il figlio Luigi. E’ evidente, però, che pur non trattandosi della stessa persona come nel caso di Lotito, si arriverebbe ugualmente in caso di promozione del Bari in Serie A ad un conflitto di interessi da risolvere quanto prima, memori di quel che è successo e che ha rischiato di succedere alla Salernitana. Nel capoluogo pugliese l’argomento è stato già discusso la scorsa estate, nell’ambito della presentazione del ds Ciro Polito: De Laurentiis Jr. ha affermato che "Se ci troveremo davanti la problematica di vincere il campionato di Serie B, i tifosi sarebbero comunque contenti, facendo passare in secondo piano la questione proprietà. Toccherebbe a noi trovare una soluzione. Vediamo Lotito cosa farà con la Salernitana. Si può trovare un sistema con un fondo, un trust o altro". Ebbene, la Salernitana ce l’ha fatta. Ma sarebbe auspicabile, per un ipotetico Bari in Serie A 2023-2024, seguire un percorso assai meno tortuoso di quello del Cavalluccio.