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“In bocca al lupo”, “Viva il Lupo!”. Sarà stata la battuta di spirito di Lapadula al termine della mini intervista concessa fra i due tempi a portare sfortuna nel finale a questo Lecce, che per due volte si era trovato in vantaggio sul Sassuolo. Al Via del Mare finisce 2-2 una partita bella e leale, da buongustai, grazie a una rete di Berardi allo scoccare del quarantesimo dalla ripresa. È la settima in campionato per l’attaccante calabrese, che così segnando si scrolla di dosso Zapata (6), semina CR7 (5) e va a grattare i piedi a Muriel (8) nella classifica marcatori: di questo passo Mancini non potrà certo continuare a ignorarlo. Sì perché se tutti parlano di Orsolini (una rete), se tutti continuano a blandire Bernardeschi (zero gol in nove presenze!), in Italia al momento c’è un solo mancino che la sta buttando dentro, e questi è proprio lui, il reietto Berardi. E a lui si è aggrappato ancora oggi un Sassuolo che funziona a sprazzi, che si accende e si spegne come una lucciola ubriaca.  
 
Ma torniamo a Lapadula, l’altro protagonista di questa giornata nuvolosa. Il Lupo, si sa, è il simbolo del Lecce, e la battuta euforica del centravanti ai microfoni di Dazn risulta quindi più che giustificata, addirittura radicata nel territorio. Ma qui bisogna andare al di là della simbologia, perché nel primo tempo di Lecce-Sassuolo un lupo in carne ed ossa c’era eccome, il lupo Lapadula. L’ex giocatore del Milan e del Genoa non solo ha aperto le danze con un gol spettacolare al minuto 17 (seconda rete in due partite consecutive), ma si è pure procurato la punizione poi trasformata alla perfezione da Falco poco prima dell’intervallo, oltre a far ammonire ben due neroverdi. Grande carica, sacro fuoco, attenzione e sacrificio ai massimi, proprio come aveva chiesto in conferenza Liverani.
 
Va detto d’altra parte che era stato il Sassuolo a cominciare a petto in fuori la partita. Dopo soli tre minuti una palla-gol clamorosa scodellata (indovinate da chi?) da Berardi premia il taglio perfetto di Traorè, ma il gioiellino classe 2000 spreca tutto a pochi metri dalla porta, impaurito dall’uscita a braccia aperte di Gabriel. La pazienza di De Zerbi è grande, tanto grande (anche se dagli spalti spesso non sembra). I padroni di casa, poi, con due bei tiri di Majer dalla distanza, entrambi deviati in angolo da Consigli, avevano cominciato a prendere coraggio. C’era tuttavia qualcosa che non tornava, secondo Liverani: la passività di Babacar (preferito a Falco nel ballottaggio pre-gara). Così il tecnico del Lecce ha sfruttato un malinteso, una specie di infortunio del senegalese, per cambiare le carte in tavola: intorno al quarto d’ora lo ha sostituito appunto con Falco, che si è andato a sistemare in attacco, sul centrodestra del 4-3-1-2. La mossa ha di fatto portato a sinistra Lapadula, e da quel momento il Lecce ha spinto sull’acceleratore. Lancio di Rossettini, controllo perfetto del Lupo (Romagna lasciato lì sullo stop) e destro preciso a punire Consigli: 1-0. Il Lecce ci crede, ma un’azione-manifesto del Sassuolo di De Zerbi porta i neroverdi al pareggio al trentacinquesimo: stupendo inserimento di Toljan, premiato da un filtrante di Locatelli, al termine del quale il tedesco infila le gambe di Gabriel e segna il suo primo gol in A. Uno a uno e palla al centro.
 
Il Sassuolo pare ora essersi ripreso e tenta di oliare azione dopo azione il 4-2-3-1 che da tre gare solletica il tecnico bresciano. La novità Kyriakopoulos non stecca il debutto sulla sinistra, ma è da quella parte che i neroverdi faticano a servire il talentino Boga. Anche la manovra è un po’ troppo cerebrale, quasi cervellotica, con Locatelli tornato in mediana dopo quattro panchine consecutive e Obiang, l’altro play messo in discussione di recente. Sicché, dai e dai, palleggia qui palleggia là, è proprio una palla persa da Locatelli (oggi croce e delizia) che porta alla punizione del raddoppio di Falco. Traiettoria indescrivibile, vogliate perdonarmi.

Il Lecce va negli spogliatoi in vantaggio di un gol, ma Liverani ha già ‘sprecato’ due cambi, dato che al trentanovesimo è stato costretto a sostituire anche Tabanelli per infortunio. Un guaio muscolare vero, a differenza di quello 'falso' dell’ex Babacar. Al posto della mezzala entra così un trequartista, Shakhov. Mancosu arretra a centrocampo.
 
Nella ripresa il Sassuolo diventa sempre più Boga-centrico, tende ad andare solo a sinistra. E dopo una, due, tre discese, Majer comincia a mancare i raddoppi, gli aiuti al terzino destro Meccariello (che in seguito sarà costretto ad aprire le braccia verso Liverani: “Mister, è più veloce!”). Ciononostante i neroverdi faticano a segnare il pari, non ci vanno nemmeno troppo vicino. De Zerbi inserisce Djuricic al posto di Traorè: niente di che, ma diventa a tutti gli effetti un assedio. C’è pure un check: Shakhov stende in area Berardi, per Ros e il Var Banti si può proseguire. I dubbi restano.

Quando cambia veramente la partita? Quando Majer crolla e Liverani inserisce Riccardi, un centrale difensivo per una mezzala. Il Lecce passa a cinque, dietro (5-3-2), sempre per arginare Boga. Ma il gol del pareggio il Sassuolo lo trova sul centrodestra: passaggio da incorniciare di Locatelli per Defrel, tiro respinto da Gabriel, e Berardi. Berardi che raccoglie la respinta del portiere e quasi all’altezza del dischetto trova il pertugio giusto, rasoterra.

L’ha pareggiata lui, sì, ma anche De Zerbi, che un attimo prima aveva trasformato il 4-2-3-1 in un 3-4-1-2, togliendo Kyriakopoulos per Duncan, un difensore per un centrocampista (al contrario di Liverani..), e abbassando Obiang nei tre dietro. Il coraggio fa miracoli, direte: ebbene sì, per la prima volta in undici giornate il Sassuolo centra un pareggio.




Lecce-Sassuolo 2-2 (primo tempo 2-1) 

Marcatori: 18' p.t. Lapadula (L), 35' s.t. Toljan (S), 42' p.t. Falco (L), 40' s.t. Berardi

Assist: 18' p.t. Rossettini (L), 35' p.t. Locatelli (S)

Lecce (4-3-1-2): Gabriel; Meccariello, Lucioni, Rossettini, Calderoni; Majer (26' s.t. Riccardi), Petriccione, Tabanelli (40' p.t. Shakhov); Mancosu; Babacar (14' p.t. Falco), Lapadula. All. Liverani

Sassuolo (4-2-3-1): Consigli; Toljan, Marlon, Romagna, Kyriakopoulos (35' s.t. Duncan); Obiang, Locatelli (41' s.t. Peluso); Traorè (21' s.t. Djuricic); Berardi, Defrel, Boga. All. De Zerbi

Arbitro: Ros di Pordenone

Ammoniti: 37' p.t. Locatelli (S), 45' p.t. Toljan (S), 15' s.t. Calderoni (L), 19' s.t. Shakhov (L), 37' s.t. Obiang (S)