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  • Berardi-Sassuolo, siamo al braccio di ferro: Carnevali sbarra la porta, ma il giocatore manda un segnale

    Berardi-Sassuolo, siamo al braccio di ferro: Carnevali sbarra la porta, ma il giocatore manda un segnale

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    Tutto confermato, come da pronostico, nel bel mezzo di un vero e proprio caso che il Sassuolo si sarebbe risparmiato volentieri. Domenico Berardi non figura nella distinta ufficiale per la prima partita di campionato contro l'Atalanta e non andrà nemmeno in panchina, dopo aver deciso nei giorni scorsi di autoescludersi dal gruppo della prima squadra e di allenarsi coi calciatori in odore di cessione. Quella che il capitano neroverde sta chiedendo con gran forza ai suoi dirigenti da qualche settimana a questa parte, quando si è palesata l'ipotesi di un trasferimento alla Juve.

    PORTA SBARRATAUn'eventualità che tuttavia il Sassuolo e il suo direttore generale Giovanni Carnevali non hanno alcuna intenzione di prendere in considerazione, come da intervista alla Gazzetta dello Sport resa nelle scorse ore. Lo stesso allenatore Alessio Dionisi ha chiuso in maniera perentoria la questione nella conferenza stampa della vigilia, aspettandosi un rientro quanto prima nelle dinamiche di squadra di Berardi, magari già per il prossimo turno di Serie A contro il Napoli. Sotto contratto fino a giugno 2027, l'attaccante classe '94 non avrebbe difficoltà a raggiungere un'intesa economica con la Juve, quella che invece non è arrivata tra le due società - il Sassuolo ha sempre preteso una cifra vicina ai 30 milioni, mentre i bianconeri lo valutano sui 20 e immaginano l'inserimento di una contropartita tecnica nell'operazione - e che, stando alla sottolineatura di Carnevali a DAZN, difficilmente giungerà entro il 1°settembre. "Berardi resterà a Sassuolo: c'è stata una trattativa con la Juve, ma la nostra priorità era risolvera nei tempi prestabiliti (il 17 agosto, ndr). Per noi ora è troppo tardi".

    IL MALESSERE - Una presa di posizione netta e chiara, che mette il giocatore con le spalle al muro, costretto a convivere col proprio malcontento da qui alla conclusione della finestra estiva del calciomercato. Un malcontento confermato dalla decisione di Berardi di non presenziare al "Mapei Stadium" per seguire dal vivo l'esordio stagionale del Sassuolo. Una scelta che è a sua volta un segnale, una spia, dello stato dell'arte: il caso non è ancora chiuso. Anche perché la sensazione è che la stessa Juve non sia ancora intenzionata a gettare la spugna: la possibile uscita di Kean e di uno tra Iling jr e Kostic (rimasto in panchina per tutti i 90' alla prima di campionato) metterebbe nelle casse bianconere denari freschi da investire per questi ultimi giorni di mercato. E quelle parole di Giuntoli nel pre-gara di Udinese fanno certamente pensare...

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