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Fa più fatica a fare lo spaccone davanti alla telecamera che a battere gli avversari in pista. Usain Bolt si presenta alla Diamond League di Zurigo stravaccato su un divanetto gestatorio, intento più a istrioneggiare a favore di flash piuttosto che a salutare il gremitissimo Letzigrund che si spellava le mani per applaudirlo.

Usain Bolt è così. Ma, finché il cronometro gli dà ragione, nulla quaestio. E allora a fare notizia non può che essere la pessima partenza (la più lenta del gruppo: 0’’186 di reazione allo sparo), che lo ha costretto a rimontare gli avversari, senza tuttavia impedirgli di agguantare il lanciatissimo connazionale Ashmeade e di bruciarlo per 4’’ negli ultimi 25 metri. 

Usain, se l’è presa comoda  a Zurigo…

“Non è stata una grande gara, speravo in qualcosa di meglio. Del resto sono molto stanco, perché la stagione è stata molto impegnativa. Credo si sia visto soprattutto alla partenza”.

Com’era l’atmosfera di Zurigo rispetto a quella di Mosca?

“Beh, in Svizzera ero più rilassato. Ma so che il pubblico si aspetta sempre il meglio da me, quindi ci tenevo a vincere”.

Ora senza Tyson Gay e Asafa Powell sarà più facile vincere?

“Beh (sorride, ndr), bisogna vedere quando e se torneranno in pista”.

Ha appena eguagliato il record di Carl Lewis, ora dove vuoi arrivare?

“Non lo so, non ci penso. Per me correre è innanzitutto un divertimento. 

Sì, però si sarà già posto nuovi obiettivi....

“Come ho già detto in passato, mi piacerebbe arrivare alle Olimpiadi di Rio de Janeiro 2016, per poi ritirarmi a 30 anni. Nel futuro non so…ho tante passioni: io ho sempre sognato di fare il calciatore professionista, chissà che non si presenti questa possibilità.