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Gianluigi Buffon, portiere del Parma, è intervenuto a Sky Sport dopo il pareggio in casa del Como e il rigore parato: "Diciamo che mi dà la possibilità di poter fare una finta. Partendo dalla riga con una finta sono già fuori. E' un piccolo escamotage. Sto bene, mi sento bene e ho fatto la scelta più giusta. Perché la verità è che io ho sempre giocato per i miei compagni, per la società e per me stesso, ma ho sempre giocato per la gente, per chi la mattina quando scendo in strada mi chiedono di portare la squadra in Serie A. E sono cose impagabili, delle quali mi nutro. Cose che fanno la differenza e mi fanno stare bene come sto".

LUOGHI COMUNI - "Dicevano Buffon fenomeno ma non para i rigori? Ho sempre dovuto con i luoghi comuni anche di fronte alle evidenze. Quando ci sono i numeri, mi sembra di essere molto lontano dal non essere un pararigori. Però bisogna accettarlo, stare zitti e lavorare. Che poi la vita ti dà modo di rifarti. Guarda dopo Lecce, quando perdevamo 4-0 a fine primo tempo e mi tocca sentire due pappagalli che chiedono perché Buffon non ha smesso. Non ho smesso perché è un tempo che è andato male, e tutte le altre partite non contano? Ma io vivo di questo, mi dà energia. Dello stupidotto che dice una cosa e mi aggrappo a quella per fargliela pagare".

DARE UNA MANO ALLA NAZIONALE E TRE GIORNI IN PIU' DI RITIRO - "Alla seconda rispondo facilmente e dico di sì, perché è impensabile che l'Italia possa stare 12 anni senza un Mondiale: bisogna unire le forze e trovare la soluzione migliore per mettere in condizione i ragazzi di passare questo turno. Per quel che mi riguarda, sono discorsi che non devo fare io: ho sempre accettato tutte le scelte con grandissima serenità, ho sempre lavorato per il gruppo, sapendo quanto valgo".
LA JUVENTUS E ALLEGRI - "Se mi aspettavo questa stagione? La parabola discendente penso che fosse evidente, però è anche vero che l'arrivo di un allenatore come Allegri potesse far pensare che riuscisse a trovare la quadra giusta per ritrovare la Juventus degli ultimi anni. Se devo prendere individualmente i giocatori della Juve, sono tra i primi due/tre del campionato: non sono inferiori a Milan, Inter o Napoli. Poi c'è da capire se insieme riescono a fare gruppo e ad essere squadra".

I SENATORI HANNO PERSO APPEAL? - "Penso che gente come Bonucci o come Chiellini andrebbero clonati: come atteggiamento e leadership, come carisma e spessore ne ho incontrati veramente pochi come loro. E ci metto anche Barzagli. Nel mio ciclo c'era anche altra gente come Khedira o Mandzukic, gente che quando era il momento cantava e portava la croce. Come normale che sia, tutti i cicli finiscono e ora va dato tempo alla Juve, perché in questi nove anni ha fatto qualcosa di clamoroso: era impensabile che di qui ai prossimi vent'anni potesse continuare su quei livelli. La vera differenza tra gli atleti e gli uomini la fa la quantità di calore che riesci ad esprimere, l'energia con la quale contagi gli altri: sono cose che partono da dentro e dall'orgoglio, dal non voler essere secondi a nessuno e battere i luoghi comuni".

NUOVI SENATORI - "Chi possono essere? Per me ci sono dei ragazzi, magari giovani per età ed esperienza, ma che potrebbero fare questo salto di qualità. Per me Chiesa può avere il carattere e lo spessore per poter diventare un punto di riferimento ed uno trainante. O Cuadrado, Danilo, Alex Sandro, sono tutti giocatori che hanno uno spessore durante la gara. Poi i più giovani devono seguirli".