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Dopo un 4- 1, abbinato ad un +7 in classifica, di cosa dovremmo parlare? Ancora di Sarri? Direi proprio di no. Gli va concessa una meritata tregua, considerato che inizia finalmente ad intravedersi qualcosa del tanto auspicato Sarriball, a dimostrazione che non servono giocatori “adatti”  per mettere in pratica un certo tipo di gioco, è sufficiente usare bene quelli che si hanno a disposizione, e che sono già tanta roba. 

Parliamo invece dell’arbitro, pur non essendo un argomento che appassiona gli juventini. Parlarne per giunta dopo una quaterna in un derby potrebbe davvero sembrare fuori luogo, come quella volta in cui Antonio Conte disse di volere vedere in campo “arbitri più in forma” dopo aver rifilato 4 pere al Parma.  
Dipende sempre dal numero di danni procurati da una direzione di gara no-sense, com’è stata a mio giudizio quella di Maresca nella stracittadina di sabato scorso. Un arbitraggio figlio, purtroppo, di un regolamento pasticciato dal signor Rizzoli e che sta rovinando le partite in Serie A, unica lega europea in cui si fischiano rigori no-stop ad ogni turno di campionato. Non avviene in Premier, in Liga, Bundesliga, ma solo da noi. Le regole sono le medesime, il modo di interpretarle differente e, oserei direi, spesso parecchio originale.

Resterà memorabile la spiegazione data dal designatore AIA sulle nuove direttive riguardanti i falli di mano, avvalendosi  niente meno che del leonardesco uomo vitruviano. Il tentativo di dare una parvenza di serietà ad una serie di pasticci.

Il calcio è da sempre un gioco dinamico, basato sul movimento cinetico dei corpi e non sulla loro staticità, altrimenti è biliardino o Subbuteo.  Assegnare un rigore come quello dato sabato al Toro  - che ne aveva già ricevuto uno simile tre giorni prima, con la Lazio - significa non giocare più a football ma a palla avvelenata: se la tocchi con le mani, paghi pegno. Sempre.  
Ad un calciatore basta quindi  tirare nel mucchio e centrare un avversario, e se per sua fortuna la palla colpisce un dito, un gomito o un braccio, conquista un rigore. Ricordate Roby Baggio col Cile, a Francia '98? Una roba del genere.  
Volontarietà e involontarietà? Abolite. Le carambole piede/gamba/mano che fino a poco tempo fa annullavano il penalty? Abolite pure quelle. Si fischia sempre rigore.

Tutto questo ha una logica? Per Rizzoli e Nicchi ce l’ha, ed è semplicemente quella dell’autosopravvivenza: diamo rigori a tutti così non ci daranno più che vogliamo favorire qualcuno. Per la cronaca, la squadra “favorita” per eccellenza secondo gli italiani finora ha avuto 10 rigori a favore e 11 contro. Qualche altra 15 pro e solo 4 contro, ma la cosa pare non faccia notizia. 

Altrettanto grottesca la decisione presa da Maresca nei confronti di Dybala, atterrato al limite dell’area granata da Izzo. Contatto netto sulla gamba dell’argentino, e infatti in un primo momento l’arbitro - ben posizionato in campo – aveva sanzionato punizione dal limite a favore della Juve. Poi il grillo parlante del Var gli ha bisbigliato all’orecchio di andare a vedere il monitor a bordo campo, e Maresca ha cambiato idea: punizione per il Toro e addirittura giallo a Dybala, per simulazione. Che non c’è stata. Un abbaglio totale da parte dei varisti, con la complicità di Maresca, che inizialmente aveva visto giusto. Solo una settima prima, gli addetti al Var di Lazio-Fiorentina sorvolarono su una simulazione evidente di Caicedo pare per “non rovinare la spettacolo” (cit. Rizzoli). 

Intanto la Juventus, grazie proprio a queste 2 discutibili ammonizioni, dovrà affrontare adesso il Milan senza appunto De Ligt e Dybala, al momento tra i più in forma della rosa. Quando in periodo calciopolaro accadevano coincidenze analoghe, a Milano sostenevano con forza la tesi dei gialli pilotati da Moggi e Giraudo. Lo ricordo solo a puro titolo di cronaca.