Gentile Procuratore,

tra le notizie del giorno c'è quella dell'eventuale esonero di Mister Luciano Spalletti che probabilmente lascerà l'Inter a fine stagione con una buonuscita di diversi milioni di euro e sarà sostituito da allenatori più vincenti di lui come Conte, Mourinho o Simeone. Mi permetto, però, di difendere il Mister che come me è terzo in campionato. Che colpe ha se nelle partite più importanti non ha potuto contare sul calciatore da lui più fortemente voluto, cioè Nainggolan? Contro Juventus e PSV è mancata proprio la cattiveria e la tecnica del Ninja! Ora spiego però perché scrivo anche se non penso che il mio sfogo verrà pubblicato nella vostra rubrica. Alleno in eccellenza e con la mia squadra ci ritroviamo terzi in campionato distaccati di diversi punti dalle prime due squadre. La proprietà aveva fatto una squadra per vincere il campionato a mani basse, ma purtroppo i "vecchi" della squadra che avrebbero dovuto fare la differenza nelle partite più importanti (ecco la similitudine con l'Inter) si sono infortunati. Sono quindi stato costretto a mettere in campo dei ragazzini che, seppure bravini, non riescono a colmare le assenze. Risultato di tutto questo è che a farne le spese sarò io sicuramente oltretutto contestato dalla piazza per i miei presunti errori nei cambi (sempre obbligati per le assenze!). Il Presidente mi ha fatto un discorso molto chiaro: "vinci le prossime due altrimenti sei fuori!". Morale: se non vinco, mi ritroverò senza squadra senza se e senza ma. Ma, a differenza, di Spalletti non potrò godere delle stesse tutele nonostante anche io sia un lavoratore subordinato! Mister X



Gentile Mister X,

nel rispetto della sua richiesta di rimanere nell'anonimato non abbiamo potuto però esimerci dall'edulcorare la sua lettera che era infarcita di improperi non proprio educatissimi. 

Non biasimiamo la sua delusione, ma, allo stesso tempo, non pensiamo che possa essere paragonata la sua posizione con quella di Mister Spalletti nonostante le analogie da lei evidenziate. Ciò unicamente per il fatto che l'allenatore professionista è uno sportivo professionista ex legge n. 91 del 1981 che gode di determinate tutele, mentre non viene riconosciuta dalla legge sopra richiamata la natura subordinata del rapporto tra l'allenatore dilettante (che lavoratore subordinato non è!!!) e la società partecipante a campionati dilettantistici.

Ci permettiamo solo di sottolineare che il destino degli allenatori - dilettanti e/o professionisti - è sempre legato ai risultati e, soprattutto, agli obiettivi che la proprietà si era prefissata.  Ma ora passo la palla agli utenti di calciomercato.com con questo interrogativo: è giusto che gli allenatori siano sempre i primi a pagare quando i risultati sperati non arrivano? Oppure le responsabilità dovrebbero essere addossate soprattutto ai calciatori?  Per scrivere all'Avvocato Cataliotti utilizza lo spazio dedicato ai commenti, oppure vai su www.footballworkshop.it


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