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Noi italiani ormai lo conosciamo bene, non ci sembra più nemmeno poi così tanto una sorpresa; eppure Kim Min-Jae, il roccioso centrale capace di far dimenticare Koulibaly nel Napoli schiacciasassi di Spalletti, non smette di stupire neanche quando dall'azzurro passa al rosso della Repubblica di Corea. Un po' di fortuna nel clean sheet che è valso il pareggio senza gol contro l'Uruguay (due i pali colpiti dalla Celeste, ma uno da palla ferma e uno con un tiro da fuori). Darwin Nunez e Luis Suarez, pericoli pubblici numero uno per gli asiatici, hanno dovuto alzare bandiera bianca. 

COGLI L'ATTIMO - Per un difensore, il carpe diem tatuato sul corpo di Kim significa rubare il tempo all'avversario, anche quando questo sta per segnare: ne sa qualcosa Brahim Diaz, letteralmente derubato di un gol già fatto per via di un intervento ai limiti della fisica e del gioco pericoloso nello scontro diretto col Milan. E anche quando l'attimo sfugge, il gigante buono con il numero 3 non perde l'occasione di scusarsi come avvenuto contro l'Udinese in occasione del gol di Samardzic. Lo stesso Spalletti ha sottolineato come, se ci fa così strano un singolo errore da parte di Kim, vuol dire che sta facendo qualcosa di straordinario. 
LA LEGGE DEL PIU' FORTE - Oggi il suo avversario, di nome di battesimo, faceva Darwin, come lo scienziato che ha teorizzato la selezione naturale: la legge del più forte ha parlato, in questo momento chiunque si trovi contro la Corea dovrà superare "Il Mostro", soprannome che rende l'idea di come debba essere trovarsi davanti Kim: "Mi piace molto, riassume pienamente le mie doti difensive come calciatore", ha detto lo stesso difensore al Guardian. Nunez, il colpo dell'estate da parte del Liverpool, un calciatore capace di muovere 100 milioni fra costo del cartellino, annessi e connessi, è rimasto con la bocca asciutta. 

QUEL PRIMO GIORNO... - E pensare che i primi passi con le selezioni giovanili coreane non sono stati dei più semplici: nella stessa intervista sopra citata, si legge un episodio tutto da raccontare: "Ricordo la mia prima convocazione in Nazionale, in Under 17, ero molto giovane e timido. Sono arrivato con il camion del pesce di mio padre, un po’ mi vergognavo". Forse, oggi, si dovrebbe vergognare chi rideva dei circa 20 milioni sborsati dal Napoli per prelevarlo dal Fenerbahce in estate. Ronaldo e Inaki Williams sono avvisati...