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Una famiglia di combattenti e di sportivi alle spalle, un futuro luminoso davanti a sé, se alle promettenti giocate regalate nei suoi primi 7 mesi al Valencia seguirà un percorso di crescita e di consolidamento continui. Koba Koindredi (nella foto di Superdeporte) è già oggi una realtà del club spagnolo e la doppietta realizzata nell’esordio in Youth League nella casa del Chelsea è il miglior biglietto da visita possibile per chi ancora non lo conoscesse.

RIMPIANTO JUVE - Originario della Nuova Caledonia, Kondreidi è un centrocampista centrale classe 2001: schierato preferibilmente come regista unico in un centrocampo a 3 o come “8” capace di abbinare quantità e qualità in una mediana a 2, sta studiando per diventare una mezzala di inserimento. Cresciuto nel mito di Christian Karembeu, il calciatore francese si segnala all’attenzione generale tra le fila del Lens, che lo acquista all’età di 16 anni. Mancino naturale, spicca per visione di gioco, personalità, senso della posizione ma soprattutto un dinamismo esagerato, che lo porta a rivelarsi molto efficace in fase di pressing e a farsi trovare nella posizione migliore per ricevere palla dai compagni. Deve crescere nel gioco su lungo e nei tempi di inserimento, ma il suo repertorio è risultato sufficiente per rubare l’occhio a Pablo Longoria, da poche ore ex direttore dell’area tecnica del Valencia, che prima ancora di soffiarlo al Lens per soli 150.000 al Lens, lo aveva segnalato alla Juventus durante la sua esperienza bianconera.

NATO PER FARE LA GUERRA - Oggi Koindredi, che a fine ottobre compirà 18 anni e ha già firmato un contratto fino a giugno 2022, rischia di essere un grande rimpianto perché il suo valore di mercato è destinato a crescere. A maggior ragione se il nuovo tecnico Albert Celades raccoglierà l’eredità del predecessore Marcelino (che aveva fatto allenare il ragazzo più volte con i grandi nei mesi scorsi) e lo inserirà gradualmente nel giro della prima squadra. Un traguardo raggiungibile con qualità, costanza e dedizione, una dote quest’ultima che abbonda nelle vene di un ragazzo che vanta un nonno eroe della Grande Guerra, un padre ex appartenente al 21° Reggimento di fanteria della Marina di Frejus (uno dei più prestigiosi in Francia) e due fratelli promesse del nuoto transalpino, che con lui hanno avuto qualche anno fa la possibilità di conoscere i più grandi della disciplina durante una trasferta in Nuova Caledonia, tra cui anche l’azzurro Gregorio Paltrinieri.