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In queste ore, Firenze e il web registrano una straordinaria partecipazione di popolo al lutto per la scomparsa di Mario Ciuffi, 78 anni, supertifoso della Fiorentina e simbolo della gente viola.

Se n'è andato il giorno dopo la straordinaria vittoria gigliata sull'Inter, l'ultimo regalo della squadra di Montella al signore che, in tv e su Radio Blu, inventando il format dei colpi di frusta, difendeva il colore viola senza fare sconti a nessuno e, proprio per questo, guadagnandosi il rispetto di tutti.

Ciuffi era un Tifoso Vero che non perdeva un sospiro dei suoi Eroi e che prendeva a mazzate il calcio delle mummie, dei club servi delle tv e dei calendari spezzatino, degli stadi svuotati dalle tessere del tifoso e da tutte le altre nefandezze che in questi anni ci hanno ammannito, dicendo che i tifosi siano la parte peggiore del calcio. Invece, sono la migliore e Ciuffi l'aveva capito da sempre.

Come non ricordare la sua ira nella tremenda estate del 2002 e non soltanto contro la gestione Cecchi Gori. Ciuffi ce l'aveva anche e soprattutto contro chi, dentro il Palazzo del calcio poteva salvare la Fiorentina e, invece, l'affossò, perpetrando un'ingiustizia così macroscopica che ancora oggi non può essere dimenticata.

Ecco perchè, il Signore con la Frusta manca così tanto a tutti. Questo è un lutto di chi ama il calcio, sotto ogni bandiera.

 

Xavier Jacobelli

Direttore Editoriale www.calciomercato.com