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Polli: maledettamente polli. E alla fine, fermi. Alla vigilia, mettere in conto un pareggio a Roma, era grasso colante. Per il rispetto che si deve all'avversario (quello che per mesi a Roma hanno mostrato di non avere per la Juventus) e per le difficoltà oggettive della gara. Il campo ha visto una partita gestita dalla Juve: per settanta minuti. Con il consueto spreco in zona gol. Ma le gare durano 95 minuti. Con la Roma in dieci e in vantaggio di un gol, la Juventus doveva chiudere la gara: non gestirla. Non l'ha fatto. E questo è un pessimo segnale. Pessimo perché è già capitato. In campionato e a Doha, dove per i consueti difetti è sfumato il primo trofeo della stagione.

ALLEGRI TROVI IL RIMEDIO AI FREQUENTI BLACK OUT - Allegri si dia una mossa: sta alla Juventus. Se non si preoccupa dopo questa ennesima fesseria è un incosciente. Ha due problemi da affrontare, Allegri e da risolvere celermente. Negli ultimi venti minuti la squadra sistematicamente si “pianta“ e cammina. Sui calci da fermo non c'è organizzazione. E questo è un marchio di fabbrica di Allegri: succedeva anche al suo Milan. 

Non mi iscrivo al partito di quelli che affermano che in fondo un pareggio a Roma non è da buttare. Non mi consola il fatto che la Juve, nel doppio confronto, è in vantaggio. E mi fanno un baffo quelli che si rallegrano perché il campionato "non è finito": mezza Italia - come di consueto - ha tifato  affinché la Juventus non volasse a più dodici in classifica.

Per la prima volta dall'inizio della stagione sono infuriato. Perché? Non per il risultato: quello è un dettaglio. Sono infuriato perché (ed è la terza volta di fila) la Juventus prende gol su calcio da fermo. Questa volta addirittura sul palo più lontano. Tre gol di testa degli avversari: Milan, Atalanta, Roma. Gol in fotocopia. La disattenzione è evidente. Segno che anche Allegri ha qualche responsabilità: tocca a lui correggere un errore che continua a ripetersi. Sono arrabbiato perché la "leggerezza" viene puntualmente commessa. E se con un'Atalanta puoi rimediare, con la Roma (pur in inferiorità numerica) non ce la fai. Dovesse la Juventus ripetersi con Fiorentina e Dortmund potrebbe piangere amare lacrime. E a nulla varrebbero i rimpianti: del senno di poi sono piene le fosse. Mancavano Pirlo e Pogba? Capita. Gli infortuni non ti spediscono un telegramma. Tocca  a quelli che vanno in campo non farli rimpiangere. Onore alla Roma: poteva affondare ed è rimasta a galla. Non so se nella medesima situazione la Juventus avrebbe saputo fare altrettanto. So che senza i pareggi di Cesena e Roma, la Juve avrebbe inchiodato il coperchio sulla bara del campionato. 

Non so cosa abbia la Juventus. La sensazione è che abbia ancora margini di miglioramento. Ma per qualche ragione da gennaio sta viaggiando con i pesi alle caviglie. Ce lo dica il preparatore di Madama, il perché. Allegri era arrabbiato: ma è lui che deve spiegare questi black out ricorrenti. La frase "mancanza di  attenzione" è logica: ma non spiega perché questa mancanza si ripeta. Soprattutto perché si ripeta nella situazione di gioco più facile da fronteggiare. Tra l'altro contro  squadre che non dispongono di giganti. Tocca ad Allegri trovare i rimedi. Spetta a lui far toccare ai giocatori la sua insoddisfazione: si faccia sentire. Non sono una vedova di Conte: ma col pugliese tre (identiche) cavolate di fila non sarebbero state consentite. E sono stufo di sentir dire ai giocatori "vogliamo dimostrare che non era solo merito di Conte". Lo dimostrino. E rammentino: il primo trofeo l'hanno fallito. Quel trofeo che con Conte avevano vinto per due volte. Conte aveva la leadership indiscussa della squadra. Allegri non pare averla. Non basta essere bravi tecnicamente e tatticamente: serve farsi ascoltare. A Roma, Allegri ha tardato i cambi. Per un Vidal recuperato, ha avuto un Morata che ha prodotto, virgola. Il solito Evra dal compitino delle elementari. Negli ultimi venti minuti (e in dieci) la Roma correva il doppio. 

E' ORA CHE MARCHISIO DIVENTI RE - Allegri si cerchi un leader in campo che non sia Buffon: troppo lontano dal gioco. Investa Marchisio: è tempo che il Principino (sempre tra i migliori in campo) diventi sovrano. Diventi il Boniperti degli anni Duemila. Ha lo spessore e la storia per esserlo. Allegri gli consegni le chiavi della squadra: Marchisio è il presente e il futuro della Juventus. A Roma, Madama ha perso un'occasione macroscopica per chiudere il campionato. Mi auguro non debba pentirsene. Per certi versi lo meriterebbe: di pentirsene. Quando si sciala si arrischia di fare la fine delle cicale. Se il concetto non è chiaro una consultazione di Fedro, Esopo e La Fontaine potrà chiarirlo. Si può prendere gol, si può perdere o pareggiare. Non si possono prendere gol da polli: non tre di fila allo stesso modo. E se posso permettermi: basta interviste, basta salotti televisivi. Le pubbliche relazioni non servono. L'unica Juventus simpatica ai non juventini è - come noto - quella che perde. Il destino da sempre è segnato: odiata e vincente. Il resto è fuffa, chiacchiere da bar. 

FRA COPPA ITALIA, DORTMUND, ORSATO E... IL PORTIERE DELLA ROMA - Ora arriva la Coppa Italia: la Fiorentina è in salute. Ridotta in nove, ha vinto al Meazza con l'Inter. Ha trovato un egiziano che imbuca con regolarità e che non si capisce per quale motivo Mourinho non facesse mai giocare. Ha un ottimo centrocampo e un portiere (che forse finirà a Torino nella prossima stagione) in grado di mettere il lucchetto alla saracinesca. La sfida con i gigliati prevede un'andata e un ritorno. Come in Champions serve far gol evitando di prenderne. Visto che almeno uno, la Juventus, ultimamente, lo prende da chiunque, quella contro Montella e soci, prevedo non sarà una passeggiata. Poi ci sarà ancora il campionato dove si auspica nessuno si appisoli. E infine Dortmund: dove - qualcuno dovesse sentire il tepore della primavera - ci penserà uno stadio bollente a svegliare qualche svagata Teresa.  

Ah: ottima la direzione di Orsato. A dimostrazione che se ad arbitrare è un fischietto bravo le polemiche difficilmente affiorano. Non ci sono arbitri propensi agli "aiutini". Ci sono arbitri scarsi. Sbagliano anche quelli bravi, intendiamoci: ma quelli bravi sbagliano raramente. Quelli scarsi con regolarità. 

Ultima in chiusura: alla fine della partita Carlitos Tevez ha stretto la mano al portiere della Roma. Gesto da signore nei confronti di uno che dopo aver sparato quantità industriali di guano nel ventilatore, costrinse la Gazzetta dello Sport (dopo la pubblicazione delle sue dichiarazioni) a prenderne - con un comunicato on line - le distanze. Io a uno così la mano non la stringerei mai. Perché quelle dichiarazioni il portiere della Roma (che non merita di essere nominato) non le fece a "caldo" come Totti. Ma - mai smentite - molti giorni dopo la fine della gara di andata. Uno così non merita gli si offra la mano. Perché uno così - uno che non sa perdere - non merita rispetto.   

PILLOLE - Per la situazione vergognosa creatasi a Parma il presidente della Lega, Beretta, ha spiegato che le colpe non sono né della Federazione, né della Lega. Visto che Beretta "conta zero" (Lotito dixit) a che titolo avrà mai parlato? 

Ma sul Parma si è "svegliato" Malagò:  qualche cosa dovremmo fare, ha detto il Presidente del Coni. Con  Malagò il condizionale è d'obbligo .

A proposito: Malagò ha spiegato che indagherà per quale motivo a Marotta non sia stato concesso di querelare Lotito e invece il presidente della Lazio abbia potuto farlo con Iovine. Quanto tempo è passato dalle offese di Lotito? Avanti adagio, quasi indietro. Affrettandosi - non sia mai - si arrischia: di decidere.  

Cassano ha rivelato di aver detto di no alla Juventus per quattro volte. Per la serie: scampato pericolo

L'ultima su Pogba arriva da Barcellona: per la serie, prenoto, pago tra un anno (visto che per 12 mesi non posso) e  ti lascio ancora per una stagione il giocatore. Il vantaggio? Solo per il giornale iberico che ha confezionato la notizia. Con un titolo acchiappa (lettori) polli .  
 
RISPOSTE AI LETTORI - Repetita: su questo spazio vengono censurate solo offese e turpiloquio. Il resto viene ospitato. Persino le fesserie. Come l'ipotesi di trame di redazione per togliere la parola a questo o a quel lettore.  
A Elcabezon:  Vero: il trequartista Allegri non ce l'ha. Si arrangia. Ma finora è riuscito a mascherare le diffioltà. La Coppa - a mio parere - va vissuta con leggerezza. Manca nella bacheca della Juve da tanti anni. Ma vincerla è complicato, come dimostra anche il Real Madrid. Direi di godere quanto di buono sta arrivando. Coltivando la consapevolezza che la squadra sta crescendo anche in Europa. E con la speranza che la Dea assista la Vecchia Signora visto che un Messi o un Ronaldo, le casse juventine non se lo possono permettere. Per ora.  

A ManuFiore: grazie per le sue parole. Per venire alle sue domande: Gundogan è in fase di stallo. E' vero: il giocatore ha avuto una offerta per rinnovare. La mia fonte tedesca afferma che l'interesse della Juve, peraltro, è alto. Ma pare che a lui stia pensando anche Wenger. Per quanto riguarda Kondogbia, non mi risulta. Il giocatore ha corsa, forza e duttilità, ma non è un regista. E' amico di Pogba: un vantaggio, certamente per la Juve. Ma Pogba, resterà?
Un altro giocatore del Monaco, piuttosto, è da tempo (come ha relazionato Calciomercato.com) nel mirino della Juve: Martial. Il paragone con Henry mi pare azzardato. Ma dovesse andare in porto l'affare, questa volta il nuovo Titti resterebbe a Torino. Quello vero - come noto - lo avevamo. Ancelotti lo ritenne un esterno (forse aveva visto poche gare del Monaco della coppia Henry - Trezeguet), poi Agnelli decise di tenere dopo il grave infortunio, Del Piero. Che Moggi – a quanto mi risulta-  avrebbe anche ceduto. Fu venduto, Henry, all'Arsenal per 30 miliardi. Moggi lo aveva rilevato dal Monaco per una ventina. Nell'immediato fu un affare. In prospettiva no. Henry si consacrò come stella di prima grandezza. Del Piero fece ancora le fortune della Juve, grazie ad una classe immensa, superiore – a mio avviso – a quella di Henry: la doppietta al Bernabeu, una delle tante conferme. Ma non tornò mai più il Del Piero ante infortunio. 

Per quanto riguarda Gayà, come avrà letto è stato tolto dal mercato. Dove andrà Llorente? credo in Spagna o in Inghilterra. Su Pogba non sono in grado di confermare le notizie pubblicate su “Tuttosport“ ( e riprese da “El Mundo Deportivo“) da Massimo Franchi. Che peraltro è un collega credibile. L'ipotesi - nonostante la stima per Franchi -  mi sembra di non facile realizzazione. Il Barça, per il 2015 non può fare mercato. Nel 2016, sì. Come rammenterà avevo ipotizzato la cessione del Polpo dopo gli Europei. Mi sorprenderebbe, peraltro, che la Juventus vincolasse da subito il prezzo del suo giocatore. Se Pogba fa un ottimo Europeo (come probabile ) il suo prezzo è destinato a salire. E se sale sarebbe sciocco non poterne usufruire dei vantaggi con altri "aspiranti". Non vedo come il Barça potrebbe onorare (cash) subito il costo di Pogba: non può, per veto Uefa, farlo. Quindi quale sarebbe il vantaggio -immediato - di una simile operazione? Io - se cessione sarà - mi accorderei con il Real. Per i buoni rapporti esistenti con Perez. Perché resta aperta la "recompra" di Morata ( Ancelotti l'ha nuovamente bocciato ma Perez potrebbe riprenderlo per poi rivenderlo in Inghilterra o in Germania) . E perché  il Real ha il giocatore che potrebbe sostituire Pogba: l'ex Bayern, Kroos.  

A Ilgandi: tutto giusto. Frenerei, tuttavia, gli entusiasmi. Così come non è giusto deprimersi quando le cose vanno male, non è giusto esaltarsi quando vanno bene. Anzi è pericoloso. Allegri ha detto che questa Juve "può giocarsela con chiunque". Non è vero e lo sa anche lui. La Juve ha battuto il Dormuntd, non il Bayern. La Juve sta crescendo, ma per arrivare a certi livelli la strada è ancora lunga. Ma in Champions c'è una variabile: la gara secca presenta accenti imprevedibili. E quindi anche un Monaco, sulla carta più debole, può banchettare in casa dell'Arsenal dove l'esteta Wenger proprio non riesce a rinunciare al "suo" calcio. Direi quindi: profilo basso. A Dortmund ci sarà da soffrire. Arrivare ai quarti sarebbe già una bella impresa. Il futuro della Juve è fra tre settimane. Il resto è - per ora - solo ipotesi e sogni.

A Altair 4:  Rispetti questo spazio. E provveda con qualche gargarismo. Prima di ripresentarsi. 

A Forza Juve 98: Veramente su Bonucci ho scritto: "Ottima gara".

A Carl-Jhonson: se le cose stanno come lei dice, il lettore in questione sta facendo una figura barbina. 

A Birindelli: se posso permettermi le consiglierei prudenza nei giudizi. Il calcio è un mistero agonistico, sosteneva giustamente Gianni Brera. Quindi pazienza e un filo di ottimismo.

A Dave83: se segue questa rubrica lo sa: da settimane sto dicendo che Evra è un acquisto deludente. Ci smentirà? Chissà. Conte lo volle. Allegri lo fa giocare. Avranno ragione loro?   

A Mou- Trio: quanto scrive sulla Roma è ragionevole. Ma nel calcio tutto è possibile fino a quando la matematica non condanna. Sia io che lei abbiamo visto scudetti perduti sul filo di lana: grazie a strepitose, impensabili rimonte degli avversari. 

A FB 50195:  Non è una questione di mentalità ma di gambe. E di esperienza. Un campione sa come gestirsi se la gara si allunga. Condivido il suo pensiero sulla partita di Madrid: brutta prestazione senza un solo tiro in porta. Esaltata solo dagli adulatori. Questione tridente : oggi è semplicemente impossibile. Il terzo in attacco deve saper giocare dietro le due punte. O al massimo essere uno che fa l'esterno ma che sa anche accentrarsi per tentare l'assist o il tiro. Un Berardi insomma, considerato che i Pastore e i Silva non sono nella rosa della Juventus. Non escludo che Llorente possa essere impiegato (a gara in corso)  in Germania: specie se la qualificazione dovesse restare in bilico. Proprio per contenere - come lei segnala - i tedeschi sui calci da fermo. Non per il contropiede: il basco funziona come boa - per l'imbucata ai mediani -  se attacchi palleggiando. Ma in Germania servirà pressare e ripartire in contropiede. Llorente non è scarso tecnicamente: è lento. E in Germania servirà velocità. Escludo anche io che Coman (a meno che Tevez si infortuni) possa essere impiegato contro Reus e soci.  

A Selinunte:  lei vede le "magagne" di Pirlo. Io, le intuizioni euclidee. Nessuno al mondo sa dare la palla col contagiri - a scendere - come Pirlo.  Non corre più come un tempo? Ne ha il diritto. Anzi ne ha il "dovere". E' la palla che deve correre. E sono i suoi mediani che devono proteggerlo. Il genio va protetto. Perché è il genio che ti fa vincere. Raramente lo è la fatica operaia. Lei rammenta il centrocampo Furino - Tardelli - Benetti? Era una diga davanti alla difesa. Ma per accendere i piedi e le teste di Boninsegna e di Bettega servivano le invenzioni di Causio. 

A  Anto+ B: Io credo che speri di recuperare il Vidal che un anno fa furoreggiava. Ma temo che la sua avventura alla Juve sia prossima al congedo. E non solo per ragioni fisiche e tecniche. Certamente da interno rende di più. Gioca da trequartista per le sue qualità balistiche e di "inserimento" nel dai e vai. Qualità che da tempo latitano.

A The Pupil: Se il suo intento è quello di provocare (il sottoscritto o i lettori) ha sbagliato rubrica e ha sbagliato giornalista. Ho un grande archivio. Non mi tenti.