10
Roberto Gagliardini, centrocampista classe 1994 dell'Atalanta, si confessa ai microfoni della Gazzetta dello Sport. Di seguito ne riportiamo i passaggi più interessanti. 

Roberto, c’erano più possibilità che Trump vincesse o Gagliardini andasse in Nazionale?
"Trump, sicuro". 

Chi sono i leader? Buffon? Bonucci?
"Loro due e De Rossi hanno sicuramente carisma ma in generale capisci perché tutti sono diventati campioni: hanno sempre la parola giusta e gli scherzi diminuiscono quando si avvicina la partita".

L’Under 21 invece sembra l’Atalanta...
"Io, Conti e Caldara siamo cresciuti insieme. Caldara è il più serio, il più professionista, preferisce i libri ai videogiochi. Conti è un po’ testa matta ma nel senso buono. A volte si arrabbia, ma poi gli passa. Grassi... che si può dire? Grassi è il più imprevedibile. Insieme però stiamo bene". 
E Gagliardini com’è?
"Se volete difetti, dicono che parlo in fretta e soprattutto mi dimentico tutto. Una volta, da piccoli, io e mio fratello siamo andati al campo ma abbiamo dimenticato la borsa a casa. Tutti e due!". 

Come va con Gasperini?
"In allenamento ci distrugge ma va benissimo. Con me ha avuto un gran coraggio. Ricordo un allenamento prima di Atalanta-Napoli, mi ha dato la casacca dei titolari e ho pensato “Oh, vuoi vedere che...”. Lo ha fatto veramente".

Il mister dice che Gagliardini può diventare un Pogba bianco.
"Pogba è il più impressionante che abbia mai visto. Ricordo un duello sulla fascia con Baselli, ha allargato un braccio e Base è volato via. Pogba è fortissimo, troppo più forte, però mi rivedo in lui".

Da piccolo invece chi era il mito? E la squadra preferita?
"Ho sempre tifato solo Atalanta. Ricordo un gol su punizione di Marcolini visto dalla tribuna, poi Rustico, Foglio... Sono già carico per la partita di domenica con la Roma: mi aspetto una bolgia".