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Zero tiri, zero gioco, zero gol. L'esordio di Andriy Shevchenko sulla panchina del Genoa non rispecchia minimamente quelle che erano le altissime aspettative della vigilia. Contro una Roma tutt'altro che irresistibile, il primo Grifone dall'accento ucraino si è limitato ad una partita di pura attesa e contenimento, avendo come principale obiettivo quello di far scorrere il cronometro il più velocemente possibile. Un piano forse discutibile ma che per 80 minuti aveva portato i frutti sperati. A farlo saltare ci ha pensato un semisconosciuto diciottenne ghanese, che con due magie ha spento il sorriso di Sheva e acceso quello di Mourinho.

Ma le attenuanti all'ex bomber di certo non mancano. Ipotizzare che in appena due settimane di lavoro, con l'infermeria piena e diversi giocatori impegnati con le rispettive nazionali, Shevchenko potesse trasformare la zucca di inizio campionato in una splendida carrozza era semplicemente un'utopia. Troppo poco il tempo a sua disposizione e troppo pochi anche gli elementi con cui lavorare. Considerando poi che l'argilla a disposizione del nuovo vasaio rossoblù è la stessa con cui lavorava il suo predecessore. Inevitabile quindi che contro i giallorossi il Grifone si limitasse ad una partita di pura passività. In una situazione simile pretendere di più era onestamente impensabile.
Anche nell'ennesima notte buia di questa sventurata stagione è tuttavia emerso qualche piccolo bagliore di speranza. A farlo sorgere è il carattere mostrato da una squadra che malgrado tutte le difficoltà ha lottato e corso a denti stretti per tutta la gara, venendo contrastata più dai propri limiti che dai meriti dell'avversario. Da qui deve ripartire Sheva, ben sapendo che il suo obiettivo principale per il prossimo mese e mezzo sarà quello di limitare il più possibile i danni. Poi, americani permettendo, sarà il mercato a portare aria nuova e salubre nello spogliatoio rossoblù. Fino ad allora bisognerà soltanto fare come ieri. Stringere i denti, serrare i ranghi e sperare anche in un pizzico di fortuna. Quella che fin qui è sempre del tutto mancata al Grifone.