Un ponte lungo da Chiasso a Frosinone. Servito per far transitare dal Ticino in Ciociaria due calciatori giovani e di buon profilo, ma di incerta definizione quanto a controllo dei loro diritti economici. È quanto si rileva a proposito di Rai Vloet, mezzapunta olandese classe 1995, e Joaquín Ardaiz, attaccante uruguayano classe 1999. Entrambi arrivati al Frosinone in agosto, entrambi provenienti dal club della Challenge League, la Serie B svizzera.

Circostanza che già di per sé desta curiosità. Come mai una società della Serie A italiana, sia pur neopromossa, va a pescare calciatori presso una squadra di così modesto livello? Ma di circostanze eccentriche, intorno ai due trasferimenti, ve ne sono altre. E la principale sta nel fatto che nessuno dei due calciatori abbia mai vestito la maglia rossoblu del Chiasso. Anzi, sotto il controllo del club ticinese i due calciatori sono rimasti lo stretto indispensabile. Lo strettissimo, bisognerebbe dire nel caso dell'uruguayano.

I dati messi a disposizione da Transfermarkt raccontano che Vloet sia stato acquisito dal Chiasso in data 23 luglio, e che il suo successivo trasferimento al Frosinone sia avvenuto il 13 agosto. Addirittura fulminea la permanenza di Ardaiz in Ticino: acquisito dal club svizzero il 16 agosto e ceduto al club ciociaro il 17 agosto, giusto nell'ultimo giorno di calciomercato in Italia.

Che il Chiasso sia diventato il nuovo Locarno, club specializzato in trasferimenti-ponte? Le due operazioni di mercato lo lasciano credere. E al tempo stesso inducono a interrogarsi sul perché di tale partnership fra il club ticinese e il Frosinone. Ma a questo punto è bene analizzare i termini dei due trasferimenti.
 
VLOET - Dopo un inizio di stagione condizionato da problemi fisici, l'olandese ha esordito con la maglia del Frosinone nella partita persa in casa contro il Genoa. In quella circostanza Vloet ha giocato il quarto d'ora finale. Cui vanno aggiunti gli ultimi 12' della successiva gara giocata all'Olimpico di Torino contro i granata, durante i quali il calciatore ha anche piazzato dei buoni spunti. Dunque, è ancora presto per giudicarlo ma intanto egli ha fatto intravedere delle qualità.

Piuttosto, bisogna spostare l'attenzione sui suoi trasferimenti per farsi un'idea più chiara. Dopo essere passato dalle giovanili alla prima squadra del PSV Eindhoven, nell'estate del 2017 Vloet, che è figlio d'arte (il padre Wiljan è stato calciatore, allenatore e dirigente di club), viene ceduto al NAC Breda. Quest'ultimo è un club satellite del Manchester City e spende 100 mila euro per acquisire le prestazioni del calciatore. Vloet disputa una buona stagione 2017-18, collezionando 31 presenze e 4 gol. Già durante la finestra invernale 2018 di calciomercato si parla dell'interessamento da parte di club italiani, ma poi la scorsa estate è il Frosinone a accelerare per acquisire l'olandese.

Nel mese di luglio Vloet viene dato ripetutamente vicino alla società guidata dalla famiglia Stirpe, e l'affare sembra in procinto di concludersi (LEGGI QUI). E invece, d'improvviso, lo acquisisce il Chiasso. Ciò che lascia pienamente spiazzati i giornalisti ticinesi (LEGGI QUI). Perché, nonostante che non sia un fenomeno, Vloet è comunque fuori portata per la società rossoblu. E anche il suo costo (600 mila euro) viene giudicato non compatibile con le finanze del Chiasso.

Fra l'altro, il club ticinese nemmeno annuncia attraverso il sito ufficiale l'acquisizione del calciatore. Provvede la testata olandese BN DeStem a chiarire la situazione. Vloet è a Chiasso soltanto di passaggio, la sua vera destinazione è Frosinone. E l'articolo fa esplicito riferimento al fatto che “in Svizzera il clima fiscale è più favorevole che in Italia” (LEGGI QUI). Viene fatto immediatamente l'accostamento fra il Chiasso e il Locarno, col passaggio di Gonzalo Higuain da quelle parti prima del trasferimento al Real Madrid. 

Il trasferimento di Vloet al Chiasso è datato 23 luglio. Poi il 13 agosto egli viene ceduto al Frosinone. La profezia di BN DeStem si avvera. Quanto ai denari usati dal Chiasso per acquisire Vloet, e alla loro provenienza, mettetevi l'anima in pace. Dalla Svizzera non avrete mai chiarimenti.
 
ARDAIZ - Come nel caso di Vloet, l'avvio di stagione dell'attaccante uruguayano al Frosinone è condizionato dagli infortuni. Il “piccolo Cavani” (giusto per tenersi bassi) gioca gli ultimi 19 minuti della gara contro la Lazio all'Olimpico (terza di campionato), poi subisce un incidente muscolare e da quel momento è ai box. Vedremo se avrà modo e tempo d'essere all'altezza delle aspettative.

Che sono molto elevate, e sono state confermate dalla buona stagione 2017/18 disputata con la maglia dell'Anversa, nella Jupiler League belga. Nel 2017 Ardaiz è stato al centro di un trasferimento di cui ha tempestivamente dato informazione il nostro Federico Zanon: dal Danubio è passato a El Tanque Sisley, che a sua volta è un club il cui pacchetto azionario è controllato al 70% da un fondo d'investimento inglese denominato TMG Sports (LEGGI QUI).  La cessione di Ardaiz al Tanque Sisley replica lo schema della cessione di Vloet al Chiasso.

Quando si viene a sapere del suo trasferimento al Tanque Sisley, la reazione è di sconcerto perché il club di destinazione è di taglia inferiore rispetto a quello cedente; ma al tempo stesso è chiaro da subito che il giocatore non scenderà mai in campo per il club che formalmente ne controlla i diritti federali e economici (QUI).

Come se non bastasse lo scorso 2 febbraio, a pochi giorni dall'inizio del campionato nazionale, El Tanque Sisley viene escluso dal campionato uruguayano a causa di irregolarità amministrative. Il club è debitore verso i calciatori per 380 mila dollari, e non avendo sanato le pendenze viene messo fuori causa (LEGGI).

Per l'intera durata della fase di Apertura del torneo (il girone d'andata), il calendario rimane compilato con le partite del club escluso, che infatti figura in fondo alla classifica finale con 0 punti raggranellati in 15 giornate mai disputate. Inoltre, dopo l'esclusione del Tanque dal torneo nazionale emergono problemi relativi al pagamento per il trasferimento di Ardaiz dal Danubio. Che aspetta ancora d'incassare 1,5 milioni di dollari (QUI) e non si fida della girandola di agenti che si muovono intorno al calciatore.

Uno è l'argentino Marcelo Simonian, l'altro è l'uruguayano Pablo Bentancur. Che, per pura coincidenza, ha dei significativi trascorsi nel calcio ticinese. A luglio 2014 rileva il 40% del Lugano. Da chi? Da Enrico Preziosi, presidente e proprietario del Genoa allora come adesso (IL RACCONTO). L'avventura luganese di Bentancur dura un anno, nel corso del quale si parla persino di una sua partnership con Mino Raiola per controllare il club ticinese (QUI).

Poi l'agente uruguayano cede la sua quota ma non perde contatto col cantone svizzero italiano. E d'incanto, subito dopo lo scorso Ferragosto, il suo nuovo assistito Ardaiz viene tesserato dal Chiasso. Che lo rileva da un club inattivo e a titolo gratuito, secondo quanto riferisce Transfermarkt. Quindi il giorno dopo passa al Frosinone, in prestito. E fanno due prestiti in quattro giorni.
 
IL CHIASSO SENZA VOLTO - Se ne ricava che il Chiasso sia diventato un partner privilegiato del club ciociaro. E in attesa di sapere se alle due transazioni estive ne seguiranno delle altre, è il caso di guardare un po' dentro al club ticinese. Che è passato di proprietà meno di un anno fa, a dicembre 2017. In quei giorni la International Sport Promotion cede la quota di controllo (63%) alla Soccer Future SA, una società con sede nella città ticinese e rappresentata dall'avvocato Nicola Gianoli (QUI). A controllare Soccer Future sarebbero tre soci svizzeri e due italiani, di cui però non si conosce ancora l'identità a quasi un anno dalla scalata.

Chi è rimasto in sella nel club ticinese è il direttore sportivo Nicola Bignotti. Che è stato uomo di fiducia di Enrico Preziosi sia a Lugano che al Genoa. E che da direttore generale del Chiasso, nel trattare i trasferimenti di Vloet e Ardaiz, si è imbattuto in un consulente di mercato del Frosinone chiamato Stefano Capozucca. Ricordate l'epopea di Maldonado e della valigetta da 250 mila euro?

Bignotti ha nel curriculum anche l'esperienza da dirigente del Pavia a guida cinese
. Una delle più tristi storie del nostro calcio, cui l'attuale direttore generale del Chiasso ha dato il proprio contributo con una dichiarazione contro i giocatori che ha fatto il giro del mondo: “I calciatori si dividono in generali, soldati e merde. Identificate le merde, farebbe piacere a tutti poterle sciogliere nell'acido” (LEGGI QUI). Un tipo pacato. Che magari, con la schiettezza che lo contraddistingue, potrebbe spiegare il senso dei due trasferimenti da Chiasso a Frosinone. O anche fare i nomi dei soci proprietari, una volta per tutte.
 
IL TAS APPROVA - Infine c'è da precisare un dettaglio: che i cosiddetti pases puente non sono irregolari. E che ciò è stabilito da una sentenza del Tribunale Arbitrale dello Sport (TAS) datata 5 maggio 2015 (protocollo 2014/A/3536) , per mezzo della quale è stata revocata o la sanzione elevata dalla Fifa nei confronti degli argentini del Racing Club per una “triangolazione” effettuata attraverso uno dei club specializzati in questo tipo di operazioni: l'uruguayano Institución Atlética Sud América.

In quell'occasione il TAS ha azzerato i 15.000 franchi svizzeri di multa (con ammonimento di sanzione più grave in casi di recidiva), e ha accompagnato la decisione con la dichiarazione secondo cui questo tipo di transazioni non sia da considerarsi illecito. Il che non ne estingue l'opacità, né risolve l'interrogativo: perché i club vi fanno ricorso? La risposta possiamo immaginarla, ma è bene che siano i club a darla. O chi per loro, dopo i dovuti accertamenti.