"Un angolo per chi ha la visione del calcio di Nick Hornby, per chi vive la partita come un film, per chi reputa Babangida il miglior calciatore della storia. Un piccolo mondo per chi non ha scritto calcio con il pallone tra i piedi, ma con una penna tra le dita, una telecamera sulla spalla o un joystick in mano, per quelli cresciuti a pane, nutella e Holly e Benji . Il calcio visto con gli occhi, e gli occhiali, del Nerd"

Non solo "Stranger things", non solo Pablo Escobar, non solo 'La casa di carta'. C'è calcio, tanto calcio, tantissimo calcio su Netflix: puoi regalarti un viaggio inedito alla Bombonera, puoi studiare il dietro le quinte della stagione della Juventus, conoscere i segreti più nascosti di Lionel Messi e Cristiano Ronaldo, sapere la verità di Karim Benzema. E poi, tra una "puntata" e l'altra di Premier League Legends, scoprire le verità nascoste del calciomercato, con Therry Henry e Paul Ince che giocano il loro personale Derby d'Italia. Sì, perché è Juve-Inter anche su Netflix (foto Netflix).

HENRY - Titi Henry, al quale è dedicata la terza puntata, sfiora solamente la sua esperienza alla Juve. Arrivato giovanissimo dal Monaco nell'inverno del '99, dà una spruzzata di bianconero alla sua puntata rivelando la verità circa la sua cessione all'Arsenal: "Me ne sono andato io. Nessuno mi ha mandato via. Giocavo bene, me ne sono andato. Alle persone piace pensare che ci fossero conflitti. Non era così, me ne sono solo andato”. 
INCE - Se Henry se n'è voluto andare dalla Juve, diverso il discorso riguardante Paul Ince, The Guv'nor, mollato dal Manchester United e acquistato dall'Inter di Massimo Moratti nell'estate del '95. E lui, da Milano, non se ne voleva andare: “Ferguson e lo United? Mi stavano cacciando. In un amen mi ritrovai a fare le valigie per l’Italia. La prima settimana fu un incubo, ero circondato da gente che parlava italiano e non capivo ciò che dicevano. Dopo due settimane, volevo… Ma poi mi sedetti e ripensai che il ragazzino spavaldo che giocava anni prima al West Ham stava giocando per uno dei club più forti al mondo, l’Inter, doveva imparare una nuova lingua, una nuova cultura e mi sentii fiero di me. I primi due mesi feci fatica, poi, quando arrivò Roy Hodgson, iniziai a ingranare e conquistai i tifosi. Mi fece crescere, mi fece diventare uomo e un giocatore migliore, questo è certo. Liverpool? Innanzitutto non volevo lasciare l’Inter". Chi ha deciso di scappare da Torino, chi invece è stato costretto ad andare via da Milano. Sì, è Juve-Inter anche su Netflix.

@AngeTaglieri88