Calciomercato.com ha pubblicato ieri un articolo, a firma Pippo Russo, nel quale si raccontavano “le clamorose plusvalenze Chievo-Cesena“: nelle ultime stagioni tra queste due società c’è stato un incredibile passaggio di ragazzini della Primavera messi a bilancio per milioni (tanti) di euro. Un pezzo ovviamente documentato in ogni dettaglio, come potete leggere QUI.

 

Il Chievo ci ha comunicato di avere tolto a Calciomercato.com l’accredito per le gare interne della squadra, ritenendo la nostra testata “non più gradita“. A noi, in tutta franchezza, di essere graditi al Chievo, così come a qualsiasi altra società, di qualsiasi dimensione, non interessa affatto. Noi vogliamo raccontare la verità ai nostri utenti, e Pippo Russo lo fa benissimo, ed esprimere le nostre opinioni, che possono essere condivise o meno, ma sono sempre libere da qualsiasi condizionamento (come ben sanno quelli che ci seguono e ci leggono con attenzione, che per fortuna sono tantissimi: ci avviciniamo spesso ai dieci milioni di utenti unici al mese e a volte li superiamo).

 

Quando un organo di informazione scrive una notizia falsa, chi viene diffamato è tutelato dalla legge di questa nostra malandata Repubblica: esiste la facoltà di querelare l’autore del servizio e il direttore responsabile della testata. Il Chievo lo sa, visto che in altre circostanze ha agito così, ritenendosi diffamato. E noi, ovviamente, accetteremmo una scelta del genere, proprio perché rientrerebbe nelle possibilità concesse dalla legge: sarebbe poi un giudice a decidere se la notizia fosse falsa o meno, se ci fosse diffamazione oppure no.

 

Non vogliamo metterci qui a discutere di libertà di stampa, che è una faccenda molto più seria. Ma il ritiro dell'accredito al primo sito di calcio in Italia per un articolo non gradito (però non contenente notizie false e contestabili al suo interno) sa tanto di ritorsione. Noi crediamo nel dialogo, oppure nelle querele; il Chievo preferisce le ripicche.

 

Ce ne faremo una ragione, intanto informeremo gli organi che devono sapere: l’Ordine dei giornalisti, l’Unione stampa sportiva. Perché sappiano.

@steagresti